Salve e Buona Pasqua a tutti.
Non so se qui dentro c'è qualche esperto in materie giuridiche, ma in attesa di ricevere una consulenza legale volevo condividere con voi ciò che mi è successo. Dopotutto siamo in un forum di informatica, ormai sul web certe cose sono all'ordine del giorno, spero di trovare risposte rassicuranti.
Non sono uno che utilizza spesso i social, anzi, a dire il vero ho un account che nemmeno riporta la mia foto ed il mio cognome, di tanto in tanto però mi piace leggere e commentare in pagine sportive o gruppi dedicati alle mie passioni.
Una quindicina di giorni fa, sotto ad un articolo sportivo, scrivo un commento banale: "Ma quanto è antipatico "nome dell'atleta"? Insopportabili i suoi atteggiamenti in campo, non vedo l'ora che si ritiri, quel giorno farò festa!".
Al mio commento risponde una signora stizzita con un "Nel frattempo curati".
Io cerco di sdrammatizzare ed ironizzare al suo stesso commento (e qui probabilmente è stata colpa mia averle dato corda, ma allo stesso tempo non accettavo il fatto che una persona potesse offendermi così gratuitamente), mentre lei inizia a provocarmi pesantemente con "Sei da TSO", "Imbottisciti di Xanax", "Sei da ricovere coatto". Io cercavo di rimanere nella neutralità e nel sarcasmo, lei invece diventava sempre più aggressiva fino a quando, all'ennesimo "Fatti rinchiudere in una clinica psichiatrica" le ho risposto "Io andrò pure a farmi rinchiudere in una clinica psichiatrica, tu invece in un centro dimagrimento".
Ecco, dopo quella risposta dice di aver fatto gli screenshot e che presenterà querela nei miei confronti per bodyshaming.
Inizialmente prendo la cosa sul ridere, non volevo credere che una persona potesse arrivare a fare così, sembrava di essere davvero all'asilo nido. Poi però i giorni successivi faccio delle ricerche online e scopro che quella signora è una giornalista, quindi una persona che dovrebbe avere un minimo di cultura, non certo la classica 70enne casalinga che si ritrova con uno smartphone tra le mani e dice la qualsiasi inconsapevole di come va il mondo. Sarà il mio essere troppo ansioso e paranoico, ma onestamente ho iniziato a preoccuparmi in maniera seria: sul web ho letto di persone querelate con richiesta risarcimento danni per aver ribattuto a delle offese, un po' come è successo nel mio caso.
Non vorrei essere caduto in un tranello, una sorta di giochino in cui le persone amano offendere e provocare, aspettarsi una reazione più che umana, per poi appellarsi alla legge. Probabilmente una buona fetta di colpa ce l'ho anche io, avrei dovuto evitare di rispondere fin da subito, ma vi sembra normale che sui social non è possibile scrivere una propria e libera opinione senza che qualcuno venga sotto ai commenti ad infamare?
Una consulenza legale costa dai 150 ai 200 euro, in questo momento non me lo potrei permettere, così come non mi potrei permettere un avvocato che possa tutelarmi in caso di effettiva querela nei miei confronti...ma voi che magari rispetto a me avete più esperienza, dite che c'è effettivamente da preoccuparsi?
Più che altro è la legge italiana che spesso lascia a desiderare, perchè in un Paese "normale" alla signora non dovrebbe nemmeno essere concesso di procedere con la querela visto che è stata lei ad innescare il tutto e che la mia risposta non è dettata da cattiveria ma dal semplice fatto che dopo quattro/cinque volte non ne potevo più di sentirmi dare del "malato mentale".
Non so se qui dentro c'è qualche esperto in materie giuridiche, ma in attesa di ricevere una consulenza legale volevo condividere con voi ciò che mi è successo. Dopotutto siamo in un forum di informatica, ormai sul web certe cose sono all'ordine del giorno, spero di trovare risposte rassicuranti.
Non sono uno che utilizza spesso i social, anzi, a dire il vero ho un account che nemmeno riporta la mia foto ed il mio cognome, di tanto in tanto però mi piace leggere e commentare in pagine sportive o gruppi dedicati alle mie passioni.
Una quindicina di giorni fa, sotto ad un articolo sportivo, scrivo un commento banale: "Ma quanto è antipatico "nome dell'atleta"? Insopportabili i suoi atteggiamenti in campo, non vedo l'ora che si ritiri, quel giorno farò festa!".
Al mio commento risponde una signora stizzita con un "Nel frattempo curati".
Io cerco di sdrammatizzare ed ironizzare al suo stesso commento (e qui probabilmente è stata colpa mia averle dato corda, ma allo stesso tempo non accettavo il fatto che una persona potesse offendermi così gratuitamente), mentre lei inizia a provocarmi pesantemente con "Sei da TSO", "Imbottisciti di Xanax", "Sei da ricovere coatto". Io cercavo di rimanere nella neutralità e nel sarcasmo, lei invece diventava sempre più aggressiva fino a quando, all'ennesimo "Fatti rinchiudere in una clinica psichiatrica" le ho risposto "Io andrò pure a farmi rinchiudere in una clinica psichiatrica, tu invece in un centro dimagrimento".
Ecco, dopo quella risposta dice di aver fatto gli screenshot e che presenterà querela nei miei confronti per bodyshaming.
Inizialmente prendo la cosa sul ridere, non volevo credere che una persona potesse arrivare a fare così, sembrava di essere davvero all'asilo nido. Poi però i giorni successivi faccio delle ricerche online e scopro che quella signora è una giornalista, quindi una persona che dovrebbe avere un minimo di cultura, non certo la classica 70enne casalinga che si ritrova con uno smartphone tra le mani e dice la qualsiasi inconsapevole di come va il mondo. Sarà il mio essere troppo ansioso e paranoico, ma onestamente ho iniziato a preoccuparmi in maniera seria: sul web ho letto di persone querelate con richiesta risarcimento danni per aver ribattuto a delle offese, un po' come è successo nel mio caso.
Non vorrei essere caduto in un tranello, una sorta di giochino in cui le persone amano offendere e provocare, aspettarsi una reazione più che umana, per poi appellarsi alla legge. Probabilmente una buona fetta di colpa ce l'ho anche io, avrei dovuto evitare di rispondere fin da subito, ma vi sembra normale che sui social non è possibile scrivere una propria e libera opinione senza che qualcuno venga sotto ai commenti ad infamare?
Una consulenza legale costa dai 150 ai 200 euro, in questo momento non me lo potrei permettere, così come non mi potrei permettere un avvocato che possa tutelarmi in caso di effettiva querela nei miei confronti...ma voi che magari rispetto a me avete più esperienza, dite che c'è effettivamente da preoccuparsi?
Più che altro è la legge italiana che spesso lascia a desiderare, perchè in un Paese "normale" alla signora non dovrebbe nemmeno essere concesso di procedere con la querela visto che è stata lei ad innescare il tutto e che la mia risposta non è dettata da cattiveria ma dal semplice fatto che dopo quattro/cinque volte non ne potevo più di sentirmi dare del "malato mentale".