Lo spazio esterno è un fluido non newtoniano?

Tidus88

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Ciao a tutti,

Ho letto stamattina questo interessante articolo:

Fondamentalmente lo scienziato in questione afferma che lo spazio non viene curvato dalla massa degli oggetti che lo occupano, bensì è composto da una sorta di fluido non newtoniano che reagisce alla compressione.
I suoi risultati combaciano con la teoria dello spazio curvo, risultando però in una teoria più facilmente applicabile alle osservazioni concrete.

Premetto che trovo alcune sue risposte un po' troppo da pallone gonfiato (quasi del tipo: Einstein è na pippa), in ogni caso voi cosa ne pensate?
 
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Fea

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Premessa: a spanne l'articolo linkato potrebbe essere molto più enfatico della ricerca di cui parla.
In breve, sono molto perplesso. Sembra che si sia sviluppato un modello ad hoc tanto per far tornare due conti, ma niente di più.
EDIT: vedi secondo post, ma a me sembra una puttanata atomica.
Tanto più che l'implicazione notevole è che un effetto di fisica quantistica sia visibile e misurabile direttamente su scala macroscopica e in situazioni ordinarie, il che è appunto notevole.

Passiamo al paper vero e proprio.
Capitolo 3.1, il rallentamento delle Pioneer
Il fatto che un modello descriva alla perfezione un singolo evento già noto non dice granché; la bontà di un modello fisico è di prevedere fenomeni più che di descrivere casi specifici già noti. Nel caso del paper in questione, il modello fluidico restituirebbe esattamente il valore misurato, pretendendo di essere migliore poichè più vicino del valore previsto dalla fisica classica. Ora, il valore previsto da fisica classica è necessariamente affetto da tutta una serie di incertezze su quantità reali (proprietà ottiche dei materiali e orientamento delle superfici in primis); dall'altra parte il Fedi (l'autore del paper) prende due equazioni ben note, moltiplica tutto per un coefficiente arbitrario, et voilà il magico risultato. Senza tenere nemmeno conto che la sua stessa equazione vuole descrivere un fenomeno attuale ed è basata su una velocità che nel frattempo è cambiata per ragioni di volgare meccanica orbitale, ergo non ha senso.
Incidentalmente l'equazione per un fluido viscoso di Newton è una enorme e ben nota semplificazione della realtà fisica, per dirne un paio non tiene conto di compressibilità, turbolenze, entropie, etc.

Capitolo 3.2
Questa sezione mostra che gli effetti introdotti sono, nel caso menzionato- trascurabili. Come dire che se cammino per la strada non mi spiaccico contro i palazzi perché la loro forza di gravità è piccola. Il che è un fatto vero, ma non mi sembra nulla di conclusivo.

Capitolo 3.3
Il pezzo dopo il secondo "=" dell'equazione 6 è valido per orbite circolari, quindi l'eccentricità e nell'equazione dovrebbe essere ==0; si potrebbe sorvolare su questo, se non fosse che al punto (10) il valore finale è la metà del valore dovuto, e la differenza viene imputata arbitrariamente all'orbita circolare anziché ellittica. Francamente mi pare una stronzata senza nessuna giustificazione, a maggior ragione del fatto che tutto l'impianto teorico è basato sul concetto di fluido newtoniano, cioè con attriti non dipendenti dalla velocità.
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Dimenticavo un punto fondamentale: tutte le volte che si parla di velocità, non è ben chiaro in quale sistema di riferimento questa sia misurata. Terra? Sole? Stelle fisse? Più tardi faccio i conti e controllo...
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Riguardo le velocità: il paper riporta 36737 m/s per la velocità massima delle Pioneer 10 e 11, indicandola come la velocità massima raggiunta.
Ora, due obiezioni:
1) la massima velocità è stata toccata solo al periasse con l'ultimo pianeta nel 1973 per la 10 e nel 1979 per la 11, e da allora è in costante diminuzione per questioni di meccanica classica prima che per la citata anomalia delle Pioneer; essendo la velocità attuale ben più bassa e intorno ai 10-11000 m/s, la scelta di un valore che è oltre il triplo risulta quantomeno bizzarra. O meglio, è proprio una minchiata.
2) Ma soprattutto, 36737 m/s non è il valore corretto! Entrambe le sonde hanno passato i 42000 m/s al loro massimo!

Ad essere cattivi, viene da pensare che il valore di velocità sia stato scelto solo per far tornare i conti, visto che non ha nessuna attinenza con la velocità effettiva.

Ultimo ma non per importanza: esistono decine di migliaia di satelliti di cui è perfettamente nota posizione e velocità ... era proprio necessario cercare di dimostrare qualcosa usando quelle due che sono un caso praticamente unico nell'esperienza umana?
 
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gronag

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Intanto, nel caso in oggetto, non stiamo parlando né di teoria né di modello, siamo nel campo delle idee, il metodo scientifico che ci hanno insegnato alle scuole elementari è cosa ben diversa dal formulare un'ipotesi e trovare una rivista scientifica che la pubblichi :sisi:
Sul fatto che lo spazio-tempo non sia "curvo" e che tale curvatura non sia determinata dalla densità di materia e d'energia stendiamo un pietoso velo, non merita alcuna spiegazione.
https://www.lescienze.it/news/2014/06/21/news/spazio-tempo_liquido_superfluido-2186620/
Nel 2014 (vedi link sopra), a partire dall'ipotesi che il "tessuto" spazio-temporale si comportasse come un fluido, il team di Liberati (della SISSA di Trieste) e di Maccione (dell'Università di Monaco di Baviera) propose un esperimento: si trattava di misurare la dissipazione di energia dei fotoni gamma provenienti dalla Nebulosa del Granchio (in base all'ipotesi i fotoni immersi nel tessuto fluido subiscono una dissipazione).
Bene, l'esperimento diede come risultato un nulla di fatto: i fotoni non subirono alcuna dissipazione energetica.
Questo è il motivo per cui è "scaturita" (non si sa da dove) l'ipotesi dello spazio-tempo "superfluido": i fotoni non hanno subito alcuna dissipazione poiché la "tessitura" spazio-temporale è a viscosità quasi nulla !!!!! :nunu:
Ditemi voi se questa è scienza, perché se questa è scienza allora nella vita abbiamo sbagliato tutto !
Tornando alla notizia in oggetto, la cosa che desta maggiore perplessità consiste nell'aver ignorato del tutto le confortanti "evidenze" scientifiche sulla struttura "granulare" dello spazio-tempo: dalla gravità quantistica a loop del team di Rovelli e di Smolin (di cui tornerò a discutere, se avrò tempo) fino all'annuncio, nel 2017 da parte del gruppo di Camelia e D'Amico della "Sapienza" di Roma, della scoperta che i risultati sperimentali sono in accordo con una tessitura "schiumosa" dello spazio-tempo
https://www.uniroma1.it/sites/default/files/allegati_news/segnalazione dai media ok.pdf :sisi:
Ovviamente il campione statistico è limitato (ne sapremo di più tra qualche anno), non ci sono conclusioni precise tuttavia il risultato è in buon accordo con l'ipotesi "granulare" dello spazio-tempo.
La linea da seguire è segnata :sisi:

1587725696897.png


Come si vede, alla scala della lunghezza di Planck la curvatura spaziale subisce delle fluttuazioni tali da trasformarne la tessitura (non la materia e l'energia) in una sorta di "spuma" che è impossibile da rappresentare analiticamente.
A presto ;)
 
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Tidus88

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Ringrazio entrambi per le ricche delucidazioni! :) Diciamo che c'è un motivo se fa ancora il Preside anzichè lavorare alla NASA!
 

Andretti60

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Il problema è: se lo spazio è un fluido, da cosa è costituito? Comunque l’articolo venne pubblicato un anno fa, e lo ho trovato citato ben poche volte.
 
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Lockeedmartin

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Tidus88 aspetta a ringraziare chi ti dà informazioni sbagliate. La velocità della sonda citata nell'articolo del Canadian Journal (una piccola ma rispettabile rivista) è stata presa dai dati della NASA (vedi bibliografia nell'articolo), non inventata ad hoc per far tornare i conti. E' a dir poco offensivo supporlo, dato che l'articolo è stato sottoposto a regolare peer review. Gli amici del forum che discreditano Fedi possono controllare anche nell'animazione di wikipedia, al link che segue, la velocità massima della Pioneer 10 durante il flyby attorno a Giove, ed è proprio quella indicata nell'articolo:
L'equazione di Fedi è strabiliante perché è molto semplice e dà risultati perfetti, non è altro che l'equazione di Stokes con dentro il fattore di Lorentz utilizzato come coefficiente di viscosità apparente del vuoto (finalmente una spiegazione dove Einstein prende semplicemente un "dato di fatto", il limite della velocità della luce, senza sapere perché), e i dati che ci ha messo dentro sono INCONFUTABILI, non solo la velocità appunto, ma anche il raggio dell'antenna (1,371m) e la massa della sonda dopo aver bruciato i 36kg di idrazina, cioè 222kg. Se vi sembra poco che con pochi semplici dati messi dentro una semplice equazione si ottenga esattamente il risultato del rallentamento anomalo osservato dalla NASA col Doppler tracking! Quando la NASA stessa dopo decenni passati inutilmente a cercare di spiegare l'anomalia è arrivata a un risultato con gigantesco margine d'errore e tirato fuori con ragionamenti opinabili (lo stesso autore, Turyshev, nell'articolo del 2012 elenca i mille problemi che gravano su quel risultato). Rispondo anche ad altre inesattezze dell'utente "Fea", quando dice che Fedi "moltiplica per un coefficiente arbitrario e voilà ecco il risultato", perché quel coefficiente nell'equazione di Fedi ha valore 1 !!! Quindi non aggiusta per niente il risultato! E' un risultato VERAMENTE GIUSTO. Fedi non è alla NASA perché la NASA nemmeno si è accorta di quell'articolo e il poveretto è stato impegnato notte e giorno a dirigere una scuola durante la pandemia.
 
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Andretti60

Utente Èlite
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... E' a dir poco offensivo supporlo, dato che l'articolo è stato sottoposto a regolare peer review.
attento, una “peer review” non assicura che la eventuale tesi esposta negli articoli sia corretta, serve solo ad assicurare che l’articolo sia scritto bene e che non abbia errori grossolani, a parte rispettare gli standard delle pubblicazioni. Quando lavoravo come ricercatore feci un sacco di peer review, non mi capitò mai di rifiutare nulla, solo di richiedere modifiche e aggiunte. Al peer review non viene richiesto di controllare tutte le formule o di rifare tutti gli esperimenti, quello viene fatto dopo che l’articolo venga pubblicato, da chi è interessato a quel lavoro o magari da chi lo abbia già fatto e possa approvate o meno a seconda dei propri risultati.
Il lavoro di Marco Fedi non è nulla di nuovo, è una teoria (non verificata) chiamata Superfluid Vacuum Theory, una delle tante che cerca di unificare la teoria della relatività con quella quantistica.
A riguardo le anomalie della traiettoria di sonde come il Pioneer 10, ormai la spiegazione accettata è quella del rasoio di Occam, ossia la pressione di radiazione che nel caso di oggetti non simmetrici bensì anisotropica.
 

Lockeedmartin

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Interpreta come preferisci il peer reviewing ma qui è innegabile che ci sia un'equazione semplice con dentro dei dati certi e altrettanto semplici (raggio antenna, massa della sonda e velocità massima al flyby attorno a Giove, oltre a una costante che vale 1 e non disturba) che dà un risultato perfetto, zero errore, mentre la NASA (in riferimento al paper di Turyshev del 2012, dove l'autore stesso dice che il risultato è raggiunto per varie "supposizioni") fornisce un risultato con errore di ±2.4 su 8, se non ricordo male.
Fedi non propone una teoria senza verifiche... te ne offre già due, l'anomalia Pioneer e la precessione relativistica di Mercurio. Della sua nuova equazione alla NASA manco se ne sono accorti, ci vorrà del tempo, la scienza è così. La spiegazione ufficiale è stata proposta PRIMA di questa nuova equazione e non credo abbiano neppure voglia di dire "riapriamo di nuovo la questione signori, pare che abbiamo sbagliato, uno sconosciuto ci ha battuti". Forse non lo faranno mai.

Sbagli quando dici che già tanti hanno parlato di vuoto come superfluido perché l'autore nel paper in questione parla di spazio come FLUIDO DILATANTE, cosa che nessuno prima di lui ha mai detto.
Un dilatante (vedi i tanti simpatici video sull'oobleck di YouTube) è un fluido che ti oppone una resistenza che cresce in modo non lineare, tanto più quanto più velocemente ti ci sposti attraverso. Fedi dice che spostandosi nello spazio a basse velocità, questo sembra un superfluido, non ti accorgi della viscosità, mentre viaggiando sempre più veloce la viscosità apparente cresce in modo non lineare seguendo esattamente il fattore di Lorentz. Per questo gli orologi rallentano in base al fattore di Lorentz se aumenta la loro velocità: ticchettano in uno spazio sempre più viscoso!

Einstein arrivò al rallentamento degli orologi in movimento automaticamente, partendo dall'assunto dell'invarianza della velocità della luce (moltiplicò il fattore di Lorentz, che già esisteva, per il tempo e arrivò alla relatività ristretta, la sua equazione è ancor più semplice di quella di Fedi: t'=t*γ) ma stiamo da cent'anni nell'insoddisfazione di non conoscere un vero perché. Adesso qualcuno ti dice che Einstein ha descritto una cosa vera (ci mancherebbe!) e perché la ottieni, capendo cosa sia dal punto di vista quantistico quel fattore di Lorentz... ossia il coefficiente di viscosità apparente (cioè dipendente dalla velocità del corpo) del vuoto.
L'alternativa è passare altri cent'anni di solitudine senza una teoria quantistica della relatività ...o aspettarsela da luminari come Rovelli (Fedi almeno ha incassato due verifiche alla sua teoria, anche se ne serviranno altre... Rovelli invece?) E' passato un secolo dalla relatività... la gente esige un sequel quantistico adesso :) Per questo quell'articolo di Reccom ha avuto il 4000% in più di lettori rispetto alla media.
 

Fea

Utente Attivo
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Tidus88 aspetta a ringraziare chi ti dà informazioni sbagliate. La velocità della sonda citata nell'articolo del Canadian Journal (una piccola ma rispettabile rivista) è stata presa dai dati della NASA (vedi bibliografia nell'articolo), non inventata ad hoc per far tornare i conti. E' a dir poco offensivo supporlo, dato che l'articolo è stato sottoposto a regolare peer review. Gli amici del forum che discreditano Fedi possono controllare anche nell'animazione di wikipedia, al link che segue, la velocità massima della Pioneer 10 durante il flyby attorno a Giove, ed è proprio quella indicata nell'articolo:
L'equazione di Fedi è strabiliante perché è molto semplice e dà risultati perfetti, non è altro che l'equazione di Stokes con dentro il fattore di Lorentz utilizzato come coefficiente di viscosità apparente del vuoto (finalmente una spiegazione dove Einstein prende semplicemente un "dato di fatto", il limite della velocità della luce, senza sapere perché), e i dati che ci ha messo dentro sono INCONFUTABILI, non solo la velocità appunto, ma anche il raggio dell'antenna (1,371m) e la massa della sonda dopo aver bruciato i 36kg di idrazina, cioè 222kg. Se vi sembra poco che con pochi semplici dati messi dentro una semplice equazione si ottenga esattamente il risultato del rallentamento anomalo osservato dalla NASA col Doppler tracking! Quando la NASA stessa dopo decenni passati inutilmente a cercare di spiegare l'anomalia è arrivata a un risultato con gigantesco margine d'errore e tirato fuori con ragionamenti opinabili (lo stesso autore, Turyshev, nell'articolo del 2012 elenca i mille problemi che gravano su quel risultato). Rispondo anche ad altre inesattezze dell'utente "Fea", quando dice che Fedi "moltiplica per un coefficiente arbitrario e voilà ecco il risultato", perché quel coefficiente nell'equazione di Fedi ha valore 1 !!! Quindi non aggiusta per niente il risultato! E' un risultato VERAMENTE GIUSTO. Fedi non è alla NASA perché la NASA nemmeno si è accorta di quell'articolo e il poveretto è stato impegnato notte e giorno a dirigere una scuola durante la pandemia.

Interpreta come preferisci il peer reviewing ma qui è innegabile che ci sia un'equazione semplice con dentro dei dati certi e altrettanto semplici (raggio antenna, massa della sonda e velocità massima al flyby attorno a Giove, oltre a una costante che vale 1 e non disturba) che dà un risultato perfetto, zero errore, mentre la NASA (in riferimento al paper di Turyshev del 2012, dove l'autore stesso dice che il risultato è raggiunto per varie "supposizioni") fornisce un risultato con errore di ±2.4 su 8, se non ricordo male.
Fedi non propone una teoria senza verifiche... te ne offre già due, l'anomalia Pioneer e la precessione relativistica di Mercurio. Della sua nuova equazione alla NASA manco se ne sono accorti, ci vorrà del tempo, la scienza è così. La spiegazione ufficiale è stata proposta PRIMA di questa nuova equazione e non credo abbiano neppure voglia di dire "riapriamo di nuovo la questione signori, pare che abbiamo sbagliato, uno sconosciuto ci ha battuti". Forse non lo faranno mai.

Sbagli quando dici che già tanti hanno parlato di vuoto come superfluido perché l'autore nel paper in questione parla di spazio come FLUIDO DILATANTE, cosa che nessuno prima di lui ha mai detto.
Un dilatante (vedi i tanti simpatici video sull'oobleck di YouTube) è un fluido che ti oppone una resistenza che cresce in modo non lineare, tanto più quanto più velocemente ti ci sposti attraverso. Fedi dice che spostandosi nello spazio a basse velocità, questo sembra un superfluido, non ti accorgi della viscosità, mentre viaggiando sempre più veloce la viscosità apparente cresce in modo non lineare seguendo esattamente il fattore di Lorentz. Per questo gli orologi rallentano in base al fattore di Lorentz se aumenta la loro velocità: ticchettano in uno spazio sempre più viscoso!

Einstein arrivò al rallentamento degli orologi in movimento automaticamente, partendo dall'assunto dell'invarianza della velocità della luce (moltiplicò il fattore di Lorentz, che già esisteva, per il tempo e arrivò alla relatività ristretta, la sua equazione è ancor più semplice di quella di Fedi: t'=t*γ) ma stiamo da cent'anni nell'insoddisfazione di non conoscere un vero perché. Adesso qualcuno ti dice che Einstein ha descritto una cosa vera (ci mancherebbe!) e perché la ottieni, capendo cosa sia dal punto di vista quantistico quel fattore di Lorentz... ossia il coefficiente di viscosità apparente (cioè dipendente dalla velocità del corpo) del vuoto.
L'alternativa è passare altri cent'anni di solitudine senza una teoria quantistica della relatività ...o aspettarsela da luminari come Rovelli (Fedi almeno ha incassato due verifiche alla sua teoria, anche se ne serviranno altre... Rovelli invece?) E' passato un secolo dalla relatività... la gente esige un sequel quantistico adesso :) Per questo quell'articolo di Reccom ha avuto il 4000% in più di lettori rispetto alla media.

Guarda, possiamo discutere di quanto sia perfetto o perfettibile il sistema di peer review, o del futuro della scienza tra quantistica e relativistica, ma prima di arrivare a speculazioni filosofiche partiamo da qualcosa di concreto: almeno i numeri riportati nel paper sono corretti?
Risposta: no, sono mostruosamente sbagliati. Non sono sbagliati dell'1% (che comunque in campo quantistico sarebbe veramente tanto), ma di un fattore 3 o più, a fronte di discrepanze di fisica classica che sono minime (e che non sono nemmeno discrepanze, la spiegazione c'è).

Ho spiegato più sopra i problemi principali:
Premessa: a spanne l'articolo linkato potrebbe essere molto più enfatico della ricerca di cui parla.
In breve, sono molto perplesso. Sembra che si sia sviluppato un modello ad hoc tanto per far tornare due conti, ma niente di più.
EDIT: vedi secondo post, ma a me sembra una puttanata atomica.
Tanto più che l'implicazione notevole è che un effetto di fisica quantistica sia visibile e misurabile direttamente su scala macroscopica e in situazioni ordinarie, il che è appunto notevole.

Passiamo al paper vero e proprio.
Capitolo 3.1, il rallentamento delle Pioneer
Il fatto che un modello descriva alla perfezione un singolo evento già noto non dice granché; la bontà di un modello fisico è di prevedere fenomeni più che di descrivere casi specifici già noti. Nel caso del paper in questione, il modello fluidico restituirebbe esattamente il valore misurato, pretendendo di essere migliore poichè più vicino del valore previsto dalla fisica classica. Ora, il valore previsto da fisica classica è necessariamente affetto da tutta una serie di incertezze su quantità reali (proprietà ottiche dei materiali e orientamento delle superfici in primis); dall'altra parte il Fedi (l'autore del paper) prende due equazioni ben note, moltiplica tutto per un coefficiente arbitrario, et voilà il magico risultato. Senza tenere nemmeno conto che la sua stessa equazione vuole descrivere un fenomeno attuale ed è basata su una velocità che nel frattempo è cambiata per ragioni di volgare meccanica orbitale, ergo non ha senso.
Incidentalmente l'equazione per un fluido viscoso di Newton è una enorme e ben nota semplificazione della realtà fisica, per dirne un paio non tiene conto di compressibilità, turbolenze, entropie, etc.

Capitolo 3.2
Questa sezione mostra che gli effetti introdotti sono, nel caso menzionato- trascurabili. Come dire che se cammino per la strada non mi spiaccico contro i palazzi perché la loro forza di gravità è piccola. Il che è un fatto vero, ma non mi sembra nulla di conclusivo.

Capitolo 3.3
Il pezzo dopo il secondo "=" dell'equazione 6 è valido per orbite circolari, quindi l'eccentricità e nell'equazione dovrebbe essere ==0; si potrebbe sorvolare su questo, se non fosse che al punto (10) il valore finale è la metà del valore dovuto, e la differenza viene imputata arbitrariamente all'orbita circolare anziché ellittica. Francamente mi pare una stronzata senza nessuna giustificazione, a maggior ragione del fatto che tutto l'impianto teorico è basato sul concetto di fluido newtoniano, cioè con attriti non dipendenti dalla velocità.
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Dimenticavo un punto fondamentale: tutte le volte che si parla di velocità, non è ben chiaro in quale sistema di riferimento questa sia misurata. Terra? Sole? Stelle fisse? Più tardi faccio i conti e controllo...
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Riguardo le velocità: il paper riporta 36737 m/s per la velocità massima delle Pioneer 10 e 11, indicandola come la velocità massima raggiunta.
Ora, due obiezioni:
1) la massima velocità è stata toccata solo al periasse con l'ultimo pianeta nel 1973 per la 10 e nel 1979 per la 11, e da allora è in costante diminuzione per questioni di meccanica classica prima che per la citata anomalia delle Pioneer; essendo la velocità attuale ben più bassa e intorno ai 10-11000 m/s, la scelta di un valore che è oltre il triplo risulta quantomeno bizzarra. O meglio, è proprio una minchiata.
2) Ma soprattutto, 36737 m/s non è il valore corretto! Entrambe le sonde hanno passato i 42000 m/s al loro massimo!

Ad essere cattivi, viene da pensare che il valore di velocità sia stato scelto solo per far tornare i conti, visto che non ha nessuna attinenza con la velocità effettiva.

Ultimo ma non per importanza: esistono decine di migliaia di satelliti di cui è perfettamente nota posizione e velocità ... era proprio necessario cercare di dimostrare qualcosa usando quelle due che sono un caso praticamente unico nell'esperienza umana?
Peccato, perché l'idea era bella.


edit: fatto casino con i quote.
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Tidus88 aspetta a ringraziare chi ti dà informazioni sbagliate. La velocità della sonda citata nell'articolo del Canadian Journal (una piccola ma rispettabile rivista) è stata presa dai dati della NASA (vedi bibliografia nell'articolo), non inventata ad hoc per far tornare i conti. E' a dir poco offensivo supporlo, dato che l'articolo è stato sottoposto a regolare peer review. Gli amici del forum che discreditano Fedi possono controllare anche nell'animazione di wikipedia, al link che segue, la velocità massima della Pioneer 10 durante il flyby attorno a Giove, ed è proprio quella indicata nell'articolo:
L'equazione di Fedi è strabiliante perché è molto semplice e dà risultati perfetti, non è altro che l'equazione di Stokes con dentro il fattore di Lorentz utilizzato come coefficiente di viscosità apparente del vuoto (finalmente una spiegazione dove Einstein prende semplicemente un "dato di fatto", il limite della velocità della luce, senza sapere perché), e i dati che ci ha messo dentro sono INCONFUTABILI, non solo la velocità appunto, ma anche il raggio dell'antenna (1,371m) e la massa della sonda dopo aver bruciato i 36kg di idrazina, cioè 222kg. Se vi sembra poco che con pochi semplici dati messi dentro una semplice equazione si ottenga esattamente il risultato del rallentamento anomalo osservato dalla NASA col Doppler tracking! Quando la NASA stessa dopo decenni passati inutilmente a cercare di spiegare l'anomalia è arrivata a un risultato con gigantesco margine d'errore e tirato fuori con ragionamenti opinabili (lo stesso autore, Turyshev, nell'articolo del 2012 elenca i mille problemi che gravano su quel risultato). Rispondo anche ad altre inesattezze dell'utente "Fea", quando dice che Fedi "moltiplica per un coefficiente arbitrario e voilà ecco il risultato", perché quel coefficiente nell'equazione di Fedi ha valore 1 !!! Quindi non aggiusta per niente il risultato! E' un risultato VERAMENTE GIUSTO. Fedi non è alla NASA perché la NASA nemmeno si è accorta di quell'articolo e il poveretto è stato impegnato notte e giorno a dirigere una scuola durante la pandemia.

Ho visto ora che hai già letto quanto ti ho scritto.
Mi pare che ti stai impuntando su un punto formale, trascurando quanto scritto prima dove ti spiego perchè i numeri proposti dal Fedi sono sbagliati. Per favore rileggi, se qualcosa non ti è chiaro posso provare a spiegarla meglio.
 
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Reazioni: Andretti60

Andretti60

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Fedi non propone una teoria senza verifiche... te ne offre già due, l'anomalia Pioneer e ...
Scherziamo, suppongo.
I numeri che Fedi mette nella equazione [4] fanno ridere, sono numeri grossolani presi da Wikipedia, senza contare alcuna approssimazione. Per esempio considera il “raggio” della sonda equivalente al raggio della antenna di comunicazione, in pratica approssimando la sonda a una sfera. E nella equazione pone nella correzione relativistica la velocità massima della sonda (valore approssimativo, come dichiarato dalla NASA che lo ha divulgato) senza minimamente spiegare il motivo. Ma la faccio corta, quando si scrive una formula i numeri vanno messi con le loro indeterminazioni ed errori, quindi il valore finale non è MAI un valore assoluto, occorre aggiungere con quale approssimazione è stato calcolato. Questo si studia in teoria delle misure, sia all’università nei primi corsi di laboratorio che negli istituti tecnici (ricordo ore ed ore passate a rivedere i conti). Dire quindi che tale formula ottiene “esattamente” il valore della correzione della anomalia del Pioneer, come fa Fedi, dimostra non avere la più pallida idea di come si effettuano misure e si propongano risultati. Se io avessi fatto il peer review di quel articolo lo avrei rifiutato in tronco (per i motivi sopra esposti).

EDIT: ho appena letto adesso un precedente messaggio di @Fea , in pratica siamo arrivati alle stesse conclusioni.
 
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