Il rapporto tra i giovani ed il lavoro

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Salve a tutti;
Vorrei proporvi questo tema per farmi un'idea e soprattutto per confrontarmi con voi sul pensiero che ho relativamente al lavoro oggi.

Mi capita spesso di leggere che i giovani sono svogliati e non desiderosi di mettersi alla prova.

Io sono solo un paio d'anni che lavoro e in realtà piuttosto normali ma nelle quali non sono mai riuscito ad essere "ricompensato" per gli sforzi fatti.

La mia prima versa esperienza lavorativa l'ho svolta a 50 minuti di macchina da casa.
Guadagnavo sui 500€ (di cui 350 andavano in benzina ed assicurazione) con un orario che doveva essere di 8 ore ma che è sempre stato minimo da 9 ore al giorno.
Ero obbligato a lavorare anche al sabato, in nero, per 5€ all'ora.
Eseguivo un totale di 50 ore settimanali (senza contare gli spostamenti) per poco più di 500€ e tante promesse poi non mantenute.

Cambio studio e ne trovo uno vicino a casa nel quale vengo assunto a tempo indeterminato.
A tempo indeterminato full time, ma da contratto vengo pagato per sole 6 ore al giorno (le restanti due non mi vengono pagate perché non ho abbastanza esperienza).
Gli straordinari non esistono; sono obbligato ad eseguirli quando serve ma non sono pagati.

Sono soggetto, come anche altri dipendenti, a demansionamento. Non per motivi particolari ma per semplici esigenze; esigenze che mi hanno anche privato di usufruire di ferie che avevo messo giù di diritto.

Ora dopo tutto questo vissuto (e si parla di soli due posti di lavoro in due anni) ho da fare diverse considerazioni.

Trovo insensato da parte di molti sentir dire che i giovani non hanno voglia di lavorare. Diciamo che molti possono aver paura oppure non farcela a sopportare una vita simile.
Il ragazzo al giorno d'oggi è praticamente considerato come una prostituta (passatemi il termine). Con la scusa che sei giovane ti bistrattano e ti pagano il minimo indispensabile (conosco persone che guadagnano 200€ al mese, addirittura alcuni svolgono tirocini gratuitamente) facendoti fare magari mansioni inerenti al tuo lavoro ma anche altre che in quel dato momento devono essere svolte ma, essendo pesanti e noiose, preferiscono demandarle all'ultimo arrivato.

Gli strumenti per lavorare spesso sono scadenti, rovinati o tenuti male (io lavoro con un pc con un pentium llll con la ventola sempre a mille e ci devo lavorare su autocad). Non vi dico i lag.

Tengo a precisare che per quanto riguarda i sopralluoghi o comunque il lavoro in esterno conosco molti i quali sono costretti ad utilizzare e di conseguenza chilometrare la propria macchina in quanto l'azienda non ne fornisce una propria (capita anche a me a volte). Senza contare le spese che poi vengono rimborsate a fine mese; non sembra ma un bel 100€ al mese in meno a disposizione li ho sempre. Sembra una stupidata ma virtualmente lo stipendio risulta minore ogni mese fino al rimborso successivo!

Tengo a precisare che comunque le realtà che ho vissuto in prima persona hanno come titolari delle persone che comunque, è qui parlo per fonti sicure e dati oggettivi, hanno una discreta quantità di denaro e di proprietà alle spalle.

Ora io nella mia posizione, dopo quanto descritto sopra, vedendo tutti giorni il mio titolare arrivare con il suo macchinone da 70 mila euro, sentendomi raccontare del suo ponte nella meravigliosa casa in montagna ecc. Non ho ragione ad arrabbiarmi?

Qui non si tratta di lotte di classe o di sinistra e o destra; si parla di Onestà Intellettuale!

Il giovane d'oggi si trova a lavorare in un mondo esasperato dove ha solo doveri e mai diritti.
Quello che svolge non è quasi mai debitamente ricompensato e/o riconosciuto (e parlo per qualsiasi tipo di individuo formato; io sono diplomato ma ho sempre collaborato con laureati e non).
Voglio precisare che vivo queste situazioni in Lombardia, una regione nella quale a livello economico si va più che discretamente...

Comprendo benissimo che anche l'imprenditore di turno abbia le sue spese e le sue difficoltà; è anche vero però che le parti dovrebbero venirsi incontro perchè mi spiace dirlo, ma ormai siamo costretti alla schiavitù!




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pcfree1

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mi ricordo che in un'intervista un politico disse che sacrificare una parte della popolazione per far quadrare i conti era una buona cosa. Ecco per chi stiamo lavorando noi giovani. E' tutta una fregatura, se volessero potrebbero modificare l'economia e far cessare questa crisi in poco tempo. Ci vogliono uccidere per far rimanere sola l'elite
 

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mi ricordo che in un'intervista un politico disse che sacrificare una parte della popolazione per far quadrare i conti era una buona cosa. Ecco per chi stiamo lavorando noi giovani. E' tutta una fregatura, se volessero potrebbero modificare l'economia e far cessare questa crisi in poco tempo. Ci vogliono uccidere per far rimanere sola l'elite
Ma che poi a parer mio è controproducente.

Adesso che ho uno stipendio diciamo "da essere umano" noto che nel mio piccolo faccio girare molti più soldi in acquisti di vario genere (ovviamente legati ai miei personali gusti) ma sempre denaro che gira.

Diciamo anche che l'imprenditore di oggi non viene aiutato dallo stato ma c'è anche da dire che molti non si fanno problemi ad "ammazzare" e destabilizzare i propri dipendenti.

Conosco un'azienda nella quale qual si voglia tipo di sicurezza non esiste, i macchinari sono vecchi ed inefficienti ed il capo si è da poco acquistato un bel Ferrari da affiancare al Porches che già tiene in garage.

A molti purtroppo non frega neanche più nulla.

Idem per gli straordinari anche se solitamente agli operai vengono riconosciuti.

A livello impiegatizio no; l'equipe di ingegneri con cui lavoravo, durante la mia prima esperienza, alle 17:59 fuggiva abitualmente in quanto in 6/7 anni che lavoravano lì nessuno ha mai visto l'ombra di un centesimo per le ore spese in più (cosa che capita spesso se si lavora da clienti in esterno).


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non consideri troppe cose...

è sempre stato come è capitato così, solo che ora i 50min per andare a lavoro te li fai in auto, prima te li facevi a piedi...
il datore di lavoro da sempre ti pagava come voleva
prima lo straordinario era quasi un obbligo, altrimenti il giorno dopo dovevi entrare prima a finire quello che non hai finito il giorno prima...

io in giro vedo invece un sacco di ragazzi, che di lavoro non sanno niente, e che ambiscono a fare lavori dal guadagno facile e veloce...ma di cui non sanno niente...
e il problema dei giovani in italia è anche questo, totale mancanza di modestia e disponibilità...
 
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non consideri troppe cose...

è sempre stato come è capitato così, solo che ora i 50min per andare a lavoro te li fai in auto, prima te li facevi a piedi...
il datore di lavoro da sempre ti pagava come voleva
prima lo straordinario era quasi un obbligo, altrimenti il giorno dopo dovevi entrare prima a finire quello che non hai finito il giorno prima...

io in giro vedo invece un sacco di ragazzi, che di lavoro non sanno niente, e che ambiscono a fare lavori dal guadagno facile e veloce...ma di cui non sanno niente...
e il problema dei giovani in italia è anche questo, totale mancanza di modestia e disponibilità...
perche non sanno niente? perche la scuola e' indietro come la politica e non si adegua minimamente a quelle che sono le esigenze del mondo del lavoro. Questo accade in tutti i settori, dove a scuola si insegna di tutto , tranne le cose pratiche, che servono nel mondo del lavoro. Non c'e' un confronto con chi lavora da parte dei professori, oppure fanno finta di niente o di testa loro. Il ragazzo che esce da scuola e' il risultato finale di un sistema, se funziona non e' merito suo, e nemmeno se va male non e' colpa sua. Un ragazzo quando frequenta la scuola ha poca esperienza per capire che cosa e' importante e che che cosa non lo e'. Sta a chi e' piu' grande, sulla base dell'esperienza, consigliargli il giusto percorso. Non possono fare di testa loro, visto che uno spende 5 o piu' anni della sua vita per farsi una conoscenza che dovrebbe farlo stare tranquillo nel mondo del lavoro, invece si trovera' a lavorare 30 anni sempre sotto pressione per quelle lacune che a scuola dicevano non essere importanti.
 
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si ma si torna al discorso di prima, nemmeno 50 anni fa la scuola faceva molto, spesso ci si fermava alla 5° elementare, eppure il lavoro lo imparavi ugualmente...
o mi vuoi far credere che il programma attuale fino al liceo è meno completo di quello delle elementari degli anni 60?

è sbagliatissimo far decidere agli altri il proprio futuro, perchè ci sono un sacco di genitori che decidono per i propri figli il futuro senza sapere niente su cosa li piace, ma anzi imponendoglielo perchè loro vogliono vederlo così da grande
 
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si ma si torna al discorso di prima, nemmeno 50 anni fa la scuola faceva molto, spesso ci si fermava alla 5° elementare, eppure il lavoro lo imparavi ugualmente...
o mi vuoi far credere che il programma attuale fino al liceo è meno completo di quello delle elementari degli anni 60?

è sbagliatissimo far decidere agli altri il proprio futuro, perchè ci sono un sacco di genitori che decidono per i propri figli il futuro senza sapere niente su cosa li piace, ma anzi imponendoglielo perchè loro vogliono vederlo così da grande
50 anni fa il lavoro era diverso, adesso con l'informatica e l'automazione industriale il lavoro e' cambiato drasticamente e cambiera' sempre di piu'. Le scuole come la politica non se ne stanno rendendo minimamente conto, certi lavori di 50 anni fa sono scomparsi e molti altri scompariranno. Ha piu' senso lavorare 8 ore al giorno quando fa tutto la macchina e si puo' controllare quasi tutto da remoto?
 
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E' un mondo difficile.
Il mondo del lavoro ha subito una flessione verso il basso, grave per tipologie contrattuali e salario ridotto dai contratti di lavoro, con la complicità dei sindacalisti, questo è palese, in più i carichi di lavoro sono aumentati per la diminuzione del personale lavoratore.
Gli "imprenditori" non sono più come un tempo, persone che dedicavano la vita per ciò che facevano e avevano un certo riguardo per le persone a cui davano lavoro, dopo tutto è la forza lavoro che ti porta aventi una azienda.
La scuola...non insegna più l'educazione di vivere in una società fatta di persone che vanno rispettate se le stesse rispettano la nostra persona.
I giovani, credono di essere in un periodo dove tutto pare sia possibile, fare ciò che si vuole con le cose degli altri, ma non è cosi!!
le cose che gli altri hanno, le hanno perchè sono sudate, facendo sacrifici e salti mortali per poterle dare ai propri figli, io ho una bimba di 4 anni ed è ovvio che voglio solo il meglio per lei sacrificando me stesso.
I giovani hanno una concezione del lavoro che è strana, tutto subito e....presto che senò faccio tardi!!! WE' calma ogni cosa ha il suo tempo, deve esserci almeno un minimo di spirito di conquista, e solo dopo l'attesa si ha il godimento della conquista.
Il mio lavoro consiste nell'essere un addetto alla reception, mi confronto con molta gente diversa di altri paesi di altre nazionalità.
Ho fatto molti affiancamenti per avere una seconda persona che potesse essere in postazione con me, lavorare in una reception non crediate sia facile, certamente non è affaticante come un metallurgico lo sò! ma ha il suo da fare.
Si lavora su turni 07:30/14:15 - 14:15/21:00 sabato compreso 07:30/15:00.
Tutti i ragazzi a cui ho fatto affiancamento, tranne uno all'attivo adesso ...sono scappati!! il motivo? si lavora il sabato fino alle tre!!! :oogle:
questo che c'è adesso ha un senso di umiltà disarmante e di disponibilità come pochi...ha una voglia di essere partecipe e non solo presente sul lavoro che lo ha reso già parte integrante del gruppo a cui facciamo parte.
Il mio salario mi permette di vivere in maniera decorosa, non posso permettermi sfarzi inutili, e se c'è qualcosa che voglio, mi prendo il tempo necessario per averlo, mi gratifica di più quando posso avere ciò per cui ho "sofferto" e lo rende maggiormente mio.
I giovani invece pare non abbiano il tempo di conquistare una cosa...siete giovani il tempo lo avete e come, siate rispettosi e dimostrate più senso civico in ciò che fate.
Il lavoro va fatto e preso con una certa filosofia, anch'io delle volte mi rompo le scatole di andarci...ma devo è un dovere e come tale va fatto.
Se poi si ha la fortuna di essere figli di papà, bhe! allora che ben venga.

Serve essere umili ed onesti si ha il proprio torna conto prima o poi, e se non lo si ha, non fà niente facciamo comunque parte del mondo.
 

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50 anni fa il lavoro era diverso, adesso con l'informatica e l'automazione industriale il lavoro e' cambiato drasticamente e cambiera' sempre di piu'. Le scuole come la politica non se ne stanno rendendo minimamente conto, certi lavori di 50 anni fa sono scomparsi e molti altri scompariranno. Ha piu' senso lavorare 8 ore al giorno quando fa tutto la macchina e si puo' controllare quasi tutto da remoto?
e 50 anni prima era ancora diverso da 50 anni fa ;)
però c era in comune la voglia di provarci almeno
ora invece questa voglia sembra essere svanita
 

pcfree1

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Il mondo del lavoro ha subito una flessione verso il basso, grave per tipologie contrattuali e salario ridotto dai contratti di lavoro, con la complicità dei sindacalisti, questo è palese, in più i carichi di lavoro sono aumentati per la diminuzione del personale lavoratore.
Gli "imprenditori" non sono più come un tempo, persone che dedicavano la vita per ciò che facevano e avevano un certo riguardo per le persone a cui davano lavoro, dopo tutto è la forza lavoro che ti porta aventi una azienda.
La scuola...non insegna più l'educazione di vivere in una società fatta di persone che vanno rispettate se le stesse rispettano la nostra persona.
I giovani, credono di essere in un periodo dove tutto pare sia possibile, fare ciò che si vuole con le cose degli altri, ma non è cosi!!
le cose che gli altri hanno, le hanno perchè sono sudate, facendo sacrifici e salti mortali per poterle dare ai propri figli, io ho una bimba di 4 anni ed è ovvio che voglio solo il meglio per lei sacrificando me stesso.
I giovani hanno una concezione del lavoro che è strana, tutto subito e....presto che senò faccio tardi!!! WE' calma ogni cosa ha il suo tempo, deve esserci almeno un minimo di spirito di conquista, e solo dopo l'attesa si ha il godimento della conquista.
Il mio lavoro consiste nell'essere un addetto alla reception, mi confronto con molta gente diversa di altri paesi di altre nazionalità.
Ho fatto molti affiancamenti per avere una seconda persona che potesse essere in postazione con me, lavorare in una reception non crediate sia facile, certamente non è affaticante come un metallurgico lo sò! ma ha il suo da fare.
Si lavora su turni 07:30/14:15 - 14:15/21:00 sabato compreso 07:30/15:00.
Tutti i ragazzi a cui ho fatto affiancamento, tranne uno all'attivo adesso ...sono scappati!! il motivo? si lavora il sabato fino alle tre!!! :oogle:
questo che c'è adesso ha un senso di umiltà disarmante e di disponibilità come pochi...ha una voglia di essere partecipe e non solo presente sul lavoro che lo ha reso già parte integrante del gruppo a cui facciamo parte.
Il mio salario mi permette di vivere in maniera decorosa, non posso permettermi sfarzi inutili, e se c'è qualcosa che voglio, mi prendo il tempo necessario per averlo, mi gratifica di più quando posso avere ciò per cui ho "sofferto" e lo rende maggiormente mio.
I giovani invece pare non abbiano il tempo di conquistare una cosa...siete giovani il tempo lo avete e come, siate rispettosi e dimostrate più senso civico in ciò che fate.
Il lavoro va fatto e preso con una certa filosofia, anch'io delle volte mi rompo le scatole di andarci...ma devo è un dovere e come tale va fatto.
Se poi si ha la fortuna di essere figli di papà, bhe! allora che ben venga.

Serve essere umili ed onesti si ha il proprio torna conto prima o poi, e se non lo si ha, non fà niente facciamo comunque parte del mondo.
di certo il coltello dalla parte del manico lo avete voi, se siete riusciti a fare quel che avete fatto: a studiare con tranquillita' e sacrifico significa che vi erano le condizioni per farlo. Siamo esseri umani come lo erano 50 anni fa, eppure la maggioranza dei giovani non fa come voi. Invece di criticare dal basso, secondo me bisognerebbe partire a criticare dall'alto. Politica e cultura.
 

Blume.

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di certo il coltello dalla parte del manico lo avete voi, se siete riusciti a fare quel che avete fatto: a studiare con tranquillita' e sacrifico significa che vi erano le condizioni per farlo. Siamo esseri umani come lo erano 50 anni fa, eppure la maggioranza dei giovani non fa come voi. Invece di criticare dal basso, secondo me bisognerebbe partire a criticare dall'alto. Politica e cultura.
Mi pare che i primi due punti dell'inizio del mio discorso, siano rivolti a quello che dici tu...
Se io ho potuto studiare fino alla scuola professionale, lo devo a mio padre e mia madre che mi stavano col fiato sul collo.
e non venitemi a dire che adesso i tempi sono cambiati, perchè si è vero, ma la figura genitoriale deve essere tale, non bisogna delegare solo la scuola e le tate a fare ciò che un genitore deve fare.
Molti di questi si nascondono dietro un dito, dicendo che il lavoro li impegna e non hanno il tempo da dedicare al figlio/a....ma scherziamo!!
 
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è sempre stato come è capitato così, solo che ora i 50min per andare a lavoro te li fai in auto, prima te li facevi a piedi...
il datore di lavoro da sempre ti pagava come voleva
prima lo straordinario era quasi un obbligo, altrimenti il giorno dopo dovevi entrare prima a finire quello che non hai finito il giorno prima...

io in giro vedo invece un sacco di ragazzi, che di lavoro non sanno niente, e che ambiscono a fare lavori dal guadagno facile e veloce...ma di cui non sanno niente...
e il problema dei giovani in italia è anche questo, totale mancanza di modestia e disponibilità...
Vero. E aggiungo: vedo e conosco molte persone che "aspettano che il lavoro gli suoni in casa". Immagino la frustrazione, l'essere demoralizzati nel trovare nulla. Ma stando a casa non è che si risolvono le cose. Se fossi disoccupato, fortuna no, presidierei i vari trovalavoro della zona e non solo finchè non ne trovo uno.
Ragazzi: pure io ho vissuto questa parentesi. Ma non mi sono demoralizzato. A 18 anni ho cominciato, e lo faccio tutt'ora, a farmi i fine settimana lavorando come cameriere per tirar su qualcosa. E vi assicuro che ce ne sono tantissimi che "non vogliono rovinarsi i fine settimana".
Capisco che il fine settimana ci si vuole divertire. Ma piuttosto di stare a casa, e senza soldi, me lo occupo così. Altrimenti lo sfizio o le spese ordinarie come si pagano?

- - - Updated - - -

Si lavora su turni 07:30/14:15 - 14:15/21:00 sabato compreso 07:30/15:00.
Tutti i ragazzi a cui ho fatto affiancamento, tranne uno all'attivo adesso ...sono scappati!! il motivo? si lavora il sabato fino alle tre!!! :oogle:
Pensa che io, i sabati sera finisco si alle 3, ma del mattino.:retard:

Sia chiaro, non voglio fare lo stereotipo del veneto che si vanta nel far le ore (mi è stato rinfacciato il medesimo discorso anni prima). Però, come detto prima, tanti si tirano indietro perchè si lavora il sabato. Purtroppo è così. E se guardiamo certi settori (alberghiero, ristorazione, commercio) pure la domenica e le festività.
Immagino non sia il massimo: ma piuttosto di stare a casa..

Concludo lanciando il sasso: non crediamo che all'estero sia tanto meglio. Ok, magari qualche possibilità c'è.
Perchè di tantissime persone che conosco partite per Londra, Australia, Nuova Zelanda etc. si son ritrovare a fare i seguenti lavori:

-Cameriere
-Lavapiatti
-Usciere
-Raccogliere frutta/verdura nei paesi oceanici.

Massimo rispetto per mansioni simili. Però se uno pretendeva il salto di qualità... direi che non c'è stato. Cosa sono? Le stesse mansioni che pure qui in Italia non vogliamo fare.
 
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Vero. E aggiungo: vedo e conosco molte persone che "aspettano che il lavoro gli suoni in casa". Immagino la frustrazione, l'essere demoralizzati nel trovare nulla. Ma stando a casa non è che si risolvono le cose. Se fossi disoccupato, fortuna no, presidierei i vari trovalavoro della zona e non solo finchè non ne trovo uno.
Ragazzi: pure io ho vissuto questa parentesi. Ma non mi sono demoralizzato. A 18 anni ho cominciato, e lo faccio tutt'ora, a farmi i fine settimana lavorando come cameriere per tirar su qualcosa. E vi assicuro che ce ne sono tantissimi che "non vogliono rovinarsi i fine settimana".
Capisco che il fine settimana ci si vuole divertire. Ma piuttosto di stare a casa, e senza soldi, me lo occupo così. Altrimenti lo sfizio o le spese ordinarie come si pagano?

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Pensa che io, i sabati sera finisco si alle 3, ma del mattino.:retard:

Sia chiaro, non voglio fare lo stereotipo del veneto che si vanta nel far le ore (mi è stato rinfacciato il medesimo discorso anni prima). Però, come detto prima, tanti si tirano indietro perchè si lavora il sabato. Purtroppo è così. E se guardiamo certi settori (alberghiero, ristorazione, commercio) pure la domenica e le festività.
Immagino non sia il massimo: ma piuttosto di stare a casa..

Concludo lanciando il sasso: non crediamo che all'estero sia tanto meglio. Ok, magari qualche possibilità c'è.
Perchè di tantissime persone che conosco partite per Londra, Australia, Nuova Zelanda etc. si son ritrovare a fare i seguenti lavori:

-Cameriere
-Lavapiatti
-Usciere
-Raccogliere frutta/verdura nei paesi oceanici.

Massimo rispetto per mansioni simili. Però se uno pretendeva il salto di qualità... direi che non c'è stato. Cosa sono? Le stesse mansioni che pure qui in Italia non vogliamo fare.
A mio avviso ci stanno togliendo la dignità e la vita.

Sono il primo che si è impegnato al massimo ma purtroppo, come tutti noi, sono umano.
Un grosso sacrificio, come 50 ore di lavoro settimanali, dovrebbe avere un compenso pari all'impegno ed al tempo dedicato.

Avete idea della frustrazione che genera lavorare come muli e non avere i soldi per uscire con gli amici o per andare in vacanza con la morosa?

La frustrazione che genera il vedere per piu tempo colleghi ed estranei piuttosto che amici e parenti? Il tutto per cosa? Per la sopravvivenza?
Per continuare a pesare sulle spalle dei nostri genitori perché siamo giovani e poco esperti?

Io sinceramente non voglio e non so a chi dare la colpa ma ragazzi, permettetemelo, si lavora per vivere e non il contrario.

Non mi reco tutti giorni al lavoro col pretesto di essere ricoperto di soldi senza fare nulla ma almeno di essere ricompensato per quello che faccio...

C'è da considerare poi anche la parte psicologica.
Un giovane che viene inserito nel mondo del lavoro giá è consapevole di valere poco è solo per l'impegno che ci puó mettere, ti fanno sentire un peso per l'azienda e sembra quasi che il titolare ci perda sul tuo operato.

Se il trattamento dall'altra parte fosse migliore, non solo a livello economico ma anche umano, penso che ognuno di noi non avrebbe problemi a sacrificare gratuitamente qualche ora in più al mese anche gratuitamente...
Purtroppo peró, e lo sto vivendo sulla mia pelle, nel mondo del lavoro se dai una mano ti prendono il braccio la spalla e poi la testa.
E nel remoto caso nel quale, giustamente, fai valere quei pochi diritti che hai ti senti quasi in colpa nei confronti del datore di lavoro che vive sempre e costantemente in situazioni di tragedia (nonostante giornalmente ti sbandieri in faccia vestiti, gioielli e macchine di Lusso).

Mi spiace ma io non ci sto; questo è un sistema malato che mira al completo sacrificio della persona verso il lavoro. Situazione che comporta poi problemi psichici, malattie, stress, litigi famigliari, problematiche di qualsiasi genere insomma.
Io ho appena 23 anni e già non ne posso più ahahahah


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pcfree1

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mario monti lo sapeva che che con le sue manovre finanziarie avrebbe ucciso una parte della popolazione, fisicamente intendo. Ma se n'è fregato. L'ha pure ammesso in un'intervista. E il bello è che alle lezioni successive gli italiani hanno votato uno diceva che il giorno dopo che lo avrebbero eletto sarebbe andato da monti a dirgli come fare... . Per cui la colpa è anche degli italiani. Quelli che pur di salvare quel gruzzoletto che hanno in banca, quelle raccomandazioni e quei pochi privilegi, passano sopra tutto e tutti. Chi ha votato in quel modo, e adesso si trova in pessime condizioni, se lo merita. Ma dubito che lo sia

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A mio avviso ci stanno togliendo la dignità e la vita.

Sono il primo che si è impegnato al massimo ma purtroppo, come tutti noi, sono umano.
Un grosso sacrificio, come 50 ore di lavoro settimanali, dovrebbe avere un compenso pari all'impegno ed al tempo dedicato.

Avete idea della frustrazione che genera lavorare come muli e non avere i soldi per uscire con gli amici o per andare in vacanza con la morosa?

La frustrazione che genera il vedere per piu tempo colleghi ed estranei piuttosto che amici e parenti? Il tutto per cosa? Per la sopravvivenza?
Per continuare a pesare sulle spalle dei nostri genitori perché siamo giovani e poco esperti?

Io sinceramente non voglio e non so a chi dare la colpa ma ragazzi, permettetemelo, si lavora per vivere e non il contrario.

Non mi reco tutti giorni al lavoro col pretesto di essere ricoperto di soldi senza fare nulla ma almeno di essere ricompensato per quello che faccio...

C'è da considerare poi anche la parte psicologica.
Un giovane che viene inserito nel mondo del lavoro giá è consapevole di valere poco è solo per l'impegno che ci puó mettere, ti fanno sentire un peso per l'azienda e sembra quasi che il titolare ci perda sul tuo operato.

Se il trattamento dall'altra parte fosse migliore, non solo a livello economico ma anche umano, penso che ognuno di noi non avrebbe problemi a sacrificare gratuitamente qualche ora in più al mese anche gratuitamente...
Purtroppo peró, e lo sto vivendo sulla mia pelle, nel mondo del lavoro se dai una mano ti prendono il braccio la spalla e poi la testa.
E nel remoto caso nel quale, giustamente, fai valere quei pochi diritti che hai ti senti quasi in colpa nei confronti del datore di lavoro che vive sempre e costantemente in situazioni di tragedia (nonostante giornalmente ti sbandieri in faccia vestiti, gioielli e macchine di Lusso).

Mi spiace ma io non ci sto; questo è un sistema malato che mira al completo sacrificio della persona verso il lavoro. Situazione che comporta poi problemi psichici, malattie, stress, litigi famigliari, problematiche di qualsiasi genere insomma.
Io ho appena 23 anni e già non ne posso più ahahahah


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il discorso non fa una piega, il problema è che chi ha i soldi, l'imprenditore, il politico, il calciatore, l'attore etc. non ragionano in questo modo. Si creano dei mondi astratti, altrimenti non riuscirebbero a fare quello che fanno. Escono fuori da questa realtà ed entrano nella loro. Per cui non pensare che a loro gliene importi se fai 10 ore o ne fai 8. Di te non gliene frega niente, provano solo soffisfazione a vedere la gente che soffre e tu sei quello che gli permette di continuare ad avere quella posizione nella società
 

Andretti60

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... Mi capita spesso di leggere che i giovani sono svogliati e non desiderosi di mettersi alla prova. ...
Vero, lo leggo anche io. Ma allora perche' tutti i figli dei miei amici in Italia (io vivo negli States) della mia eta' (intorno ai 50 anni) con pochissime eccezioni, studiano con piacere (che studia ancora), si sono laureati o diplomati con successo, e hanno lavori dignitosi?
Sinceramente non credo che i giovani siano cambiati. Certo, la societa' e' cambiata (e cambiera' sempre come ha sempre cambiato), ma tra i giovani c'e' chi si sbatte e chi invece dorme, lo era anche ai miei tempi. Lo e' sempre stato.
 

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