[GUIDA] Guida Al Pro Co Rat

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Smith

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Secondo il mio punto di vista, ci sono effetti e strumenti che meritano di ricevere qualche attenzione in più.
E dopo aver parlato del Big Muff, dedichiamo questa guida a un distorsore della Pro Co Sound, il “Pro Co RAT”. Parlando di storia questo effetto per chitarra nasce alla fine degli anni 70', la sua espansione e popolarità si ebbe comunque negli anni '80, tra gli artisti “endoser” citiamo; David Gilmour, Jeff Beck e John Scofield. Esistono varie versioni del RAT, diciamo però che la distinzione tra le prime e le recenti produzione sta nella circuitazione, le prime infatti avevano un circuito integrato OPAMP LM308, quelli attuali si affidano a circuiti integrati della Texas Instruments Incorporated, serie OP07DP.

Per OPAMP si intende un amplificatore operazionale/differenziale, un circuito elettronico in grado di effettuare numerose operazioni matematiche, realizzabile con un transistor a giunzione bipolare (BJT), è generalmente costituito da un circuito integrato. La Texas Instruments Incorporated (TI), è una compagnia Americana famosa per lo sviluppo di dispositivi elettronici a semiconduttori.

Molto carina la storia del Pro Co RAT, un pedale metropolitano con delle origini molto ultimi, che col tempo ha saputo conquistare la fiducia di musicisti di ogni genere, spaziando dal Rock Progressivo della chitarra di Gilmour, ad artisti più energici, ma non solo. La piccola fabbrica “Pro Co Sound” nasce e si sviluppa nel centro di Kalamazoo, nel Michigan, due sigle che ritroveremo stampate sul primo RAT. Non è possibile datare con precisione il proprio RAT come potrebbe avvenire per un Big Muff, questo è quello che dice anche l'azienda quindi rassegnamoci, ma possiamo tenere conto di questa linea guida, che tutto sommato è sufficiente per capire l'anno di produzione. Oggi la Pro Co Sound è un'azienda ultra-affermata che oltre a produrre il RAT, si occupa di; Cavi Audio, MIDI Cables, parti elettroniche varie e sistemi Digitali più complessi.







NB: Questa guida è stata scritta per far chiarezza su uno storico effetto per chitarra, il Pro Co RAT appunto. Nessun messaggio o suggerimento può ritenersi inattaccabile, esistono varie scuole di pensiero e vanno rispettate, io spero che la mia sia in sintonia con la vostra, e spero di potervi aiutare con i vostri problemi, sarò felice di rispondere alle vostre domande, accetterò le vostre critiche e leggerò le vostre esperienze. In cambio chiedo una discussione pulita e ordinata, senza commenti inutili o critiche infondate e provocatorie, per il resto ogni messaggio è ben accetto. La guida è stata scritta interamente da me, con tanta passione per la musica, per le chitarre, con la voglia di rendere di pubblico dominio un contenuto interessante come questo. Per chi avesse intenzione di prendere spunto da questa, per creare nuove guide, può semplicemente chiedermelo in PVT o Mandandomi una Mail, evitando quindi spiacevoli sorprese, non sarebbe la prima volta del resto. La discussione verrà aperta quando tutti i capitoli saranno online, verrà quindi poi aperta ed eventualmente ritoccata, inserendo immagini o altro materiale. Buon a lettura a tutti.
 
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Smith

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Le versioni datate del Pro Co RAT:

“Bud Box” RAT - 1978: La prima versione del RAT è il “Bud Box”, del 1978. Non è destinata al mercato di massa tant'è che viene costruito a mano,rivestimento nero, verniciatura/rivestimento fluorescente e logo serigrafato. I potenziometri sono tre; Distorsione, Tone e Volume. Di questa versione se ne parla veramente poco, in alcuni casi non viene nemmeno citata. Il problema sta nelle poche informazioni disponibili, lo stesso sito ufficiale ne fornisce poche. L'azienda ha riprodotto solo dodici esemplari di questo pedale, tra cui anche un prototipo e altre varie versioni di cui non se ne sa nulla. Solo su questa versione è stampata l'origine del RAT: KALAMAZOO – MICHIGAN.


The RAT – 1979/1981:
Il salto di qualità per certi aspetti è racchiuso in questo pedale.
E' anzi tutto il primo effetto della serie prodotto per le masse, sul Box viene stampato il nome “The RAT”, non manca il marchio Pro Co Sound. I potenziometri restano invariati; Distortion, Tone e Volume, ma I nomi non vengono abbreviati come nella prima versione. Non ci sono differenze a livelli di circuitazione tra questo e il Bud Box, l'unica differenza sta nel Box più grande, e nel fatto che la prima era costruita a mano, pochi esemplari destinati probabilmente ad amici e conoscenti, questa è una produzione in serie e la popolarità inizia probabilmente qui.


Juggernaut – 1979/1984:
Spesso e volentieri viene fatta un po di confusione su questo pedale. La motivazione è piuttosto semplice, il Juggernaut è uscito dalla produzione svariati anni fa, attualmente sul mercato si trova una versione per basso con lo stesso nome, ormai conosciuto col solo nome di “Juggernaut”, si tende quindi ad abbinarlo subito con l'effetto per basso. Si possono comunque distinguere mediante la grafica dello stesso pedale, ed è comunque scritto “Bass Pro Co RAT”. Tornando a noi, questo effetto non lo considero tra I più famosi, nonostante per molti sia il vero primo RAT. Il controllo della distorsione è come sempre affidata a tre potenziometri, il primo non so identificarlo, ma credo che l'ordine sia comunque; Distortion, Tone e Level. Nel Juggernaut è incluso un loop effetti con un mix di controllo, per variare la quantità di segnale inviato al pedale.


The Rat (Versione 2) - 1981/1983: Mi piace considerarlo l'ultimo pedale “vecchio stampo” della serie.
Ci sono un po di differenze tra questo e le precedenti versioni, la prima è puramente estetica e forse poco utile a sapersi, riguarda un cambio di stile del marchio, diventa “The Rat”, viene eliminato il maiuscolo di quest'ultima sigla. Questa scelta, forse adottata per distinguerlo dal primo RAT, verrà comunque poi abbandonata per riprendere le origini. Cambiano le manopole e viene apportata una modifica al titolo “Tone”, sostituito con “Filter”, questo potenziometro se girato in senso orario dovrebbe tagliare le frequenze alte, per questo motivo penso che la scelta non sia solo un cambiamento di nome ma proprio di circuitazione.
 

Smith

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Il Pro Co RAT moderno e riedizioni:

Small Box RAT - 1984/1988: Potrebbe essere considerata una riedizione.
Il piccolo RAT, come qualcuno potrebbe aver intuito dal nome, è una versione box più piccola del “The Rat” annata 1981/83. La circuitazione è rimasta invariata e il sound non he ha risentito, così come l'allineamento e la tipologia dei potenziometri; Distortion, Filter e Volume. Come accennato prima, la Pro Co è tornata al nome originale, anche qui troveremo scritto in grande il nome RAT. Nel 1986 l'azienda ha deciso di invertire il logo per il nero su bianco, in metallo verniciato. In questo il RAT e il Big Muff sono simili, entrambi hanno avuto una versione più piccola di un modello “ricercato”, riguardo il Pro Co posso confermare che il sound è rimasto qualitativamente parlando, invariato, sul Muff ho ancora qualche dubbio.


RAT 2 – 1988/Attuale:
Con un po di difficoltà il RAT 2 può essere inserito tra le versioni moderne.
Questo perchè il RAT 2 che oggi è ancora in produzione, è una rivisitazione dello Small Box RAT, che a sua volta era una rivisitazione e scusate il doppio termine, del “The Rat”. E' tra I più apprezzati Pro Co RAT al giorno d'oggi, ben costruito, sound cattivo e deciso, adatto a vari generi musicali, non solo il Metal come qualcuno potrebbe pensare, penso che David Gilmour e l'utilizzo che ha fatto di questo effetto a pedale parli da solo. Principalmente ciò che questa versione propone, è uno Small Box RAT rivisto e corretto, ad esempio è stato aggiunto un LED frontale sulla nuova grafica, oltre varie migliorie a livello di circuiti.

E' un pedale che amo moltissimo, graficamente parlando è accattivante, un po come tutti I RAT, dal primo (sopratutto) all'ultimo, in questo caso il box è piccolo e solido, la costruzione è secondo me un punto di forza, come il Big Muff tutto sommato, la costruzione dello scatolotto è molto simile, così come lo è quella sensazione di solidità che a tutti piace. I controlli sono I classici; Distortion, Filter e Volume. E' ovviamente dotato di alimentazione esterna e vano batteria, I classici 9 volt.


Turbo RAT – 1989/Attuale:
Come si fa a non tirare in ballo il Big Muff? Molto difficile. Tengo a precisare che sono due effetti a pedale molto differenti, il Muff nasce come Fuzz lo sapete, il RAT fin dagli inizi si è dimostrato un distorsore metropolitano aggressivo e selvaggio in tutto e per tutto, ma scrivendo di questi due grandi effetti, mi rendo conto che hanno diverse cose in comune. Il Turbo RAT non è altro che una una versione più aggressiva del RAT 2, stesso box e grafica ben curata, la differenza è nei Diodi, purtroppo non ho informazioni più dettagliate, potrei dire che sono a led, le voci sono queste, ma è solo un parere esterno di cui non dovete tener conto per ora.
 

Smith

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Altre versioni del Pro Co RAT:

Quando parlo di “altre versioni”, non intendo assolutamente prodotti estranei o imitazioni, questo è chiaro. Il RAT come il Big Muff o qualunque altro effetto a pedale famoso (Dunlop CryBaby ad esempio), è nato, si è perfezionato e si è evoluto nel tempo, in meglio o in peggio, questo a seconda delle proprie esperienze e gusti personali. Negli anni quasi tutte le aziende hanno riproposto una versione così detta “reissue”, cioè un prodotto moderno che tecnicamente dovrebbe essere una riproduzione di un vecchio modello. Nel caso non mi fossi spiegato prendete in esempio il buon vecchio Muff; Il Big Muff Pi è una riedizione, un prodotto moderno ancora oggi in commercio, e diciamo che simboleggia il sound fuzzoso del Muff, tutti sappiamo però che poco ha a che fare con le prime versioni, tipo Triangle version o Ram's Head, per ulteriori chiarimenti leggetevi questa guida:


Vintage RAT – 1991/2005:
Ed ecco la prova di quello che dico. Negli anni 90' la Pro Co Sound ha deciso di rimettere in commercio le prime versioni del pedale, riprendere quindi il vecchio circuito del “The Rat (v2)” e inserito in un box più grande, al contrario di quanto aveva fatto lo “Small Box RAT” negli anni 80'. La grafica del box è praticamente identica al vecchio modello, è stato rimosso il marchio “Sound Inc.” vicino il logo ProCo, e sono stati aggiunti vari dettagli intorno ai potenziometri; Distortion, Filter e Volume. Non ho trovato video comparativi tra le due versioni, il Vintage RAT sembra essere meno aggressivo rispetto al RAT 2, e anche meno rumoroso, a parte questo poche informazioni, attualmente non è più in commercio.


Altre versioni non citate:
Negli anni 80' nasce una nuova versione del RAT, parliamo di; R2DU - 1984/1988, una versione a Rack che includeva essenzialmente due circuiti da utilizzare eventualmente insieme, così da avere una distorsione maggiore. Il “Brat” o B-Rat, è una verisone più economica del Pro Co RAT, prodotto nel 1997 e uscito di scena nel 2001, una versione poco conosciuta. Il Deucetone RAT - 2002/attuale, è una versione a pedale del Rack R2DU, è un doppio pedale quindi con la possibilità di attivare insieme due distorsioni praticamente identiche, volendo si può settare il Canale A per la ritmica e il Canale B per gli assoli.

La Pro Co Sound ha pensato anche ai bassisti, spesso trascurati, di recente produzione ecco il Juggernaut Bass Rat, nato nel 2003 e ancora oggi in produzione, come si può capire dal nome, riprende la versione per chitarra del 1979. Il pedale è interamente analogico e True-Bypass, solido e ben costruito, a prova di pedate, l'azienda lo garantisce per ben 5 anni. L'ultimo nato in casa Pro Co Sound è il Dirty RAT (2004), stessa circuitazione dei precedenti, ma con diodi al germanio, secondi alcuni la differenza sta nel sound più caldo e meno aggressivo. Qualche immagine delle ultime versioni che abbiamo visto:
 

OmgKllL

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bella guida
un pedale che ha fatto la storia (i primi metallica iniziarono da lui)
 

Smith

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Direi proprio di si, molti artisti lo hanno utilizzato, e lo utilizzano ancora, penso che la lista sia molto lunga. ;)
 

nucce

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Complimenti...ottima guida!
Personalmente non mi ha mai attirato come pedale, ma ultimamente ha richiamato la mia attenzione!...dovrò riprovarlo!
 

Deve

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wooow, ottima guida, ben tornato Smith era un po' che non ti vedevo.. :lol:

PS : finalmente chitarra nuova... ma sempre pedaliera Zoom...
 

Mr6600

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Vi informo che esiste un pedalino boutique prodotto in Italia dalla Mad Hatter Stompboxes, il The Rat and A Long Tale
Mad Hatter Stompboxes

è un RAT 3-in-1, che promette di ricreare il suono del vecchio RAT, e in più quello del Turbo Rat e del Dirty Rat, selezionabili tramite uno switch.
A occhio, e orecchio, sembra un prodotto interessante, anche perchè basato sull'integrato LM308N, che è il pilastro portante del primo RAT.





Videotest qui
Distorsore MAD HATTER: "The RAT and a long tale" - Videotest | Effetti a pedale - Musicoff - YouTube

---------- Post added at 14:50 ---------- Previous post was at 14:04 ----------

Ah, dimenticavo...il pedale costa 100€, convenientissimo se considerate che per avere RAT, Turbo RAT e Dirty RAT bisognerebbe cacciare 300€ in tutto (100€ per ognuno)
 
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Smith

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Non male, l'idea è decisamente buona, ma sarà in grado di ricreare quello straordinario sound?
 

Mr6600

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Ti saprò dire appena lo ordino :D A parte scherzi, prima o poi potrei prenderlo veramente. Per quella cifra mi sembra un buon affare.

In fondo, le differenze tra i 3 RAT stanno solo nel circuito di clipping che sega l'onda in maniera diversa, perchè diversi sono i componenti che agiscono sull'onda stessa. Tra l'altro, essendo basato sull'IC LM308N, difficilmente potrà suonare peggio del RAT originale. Al massimo suonerà uguale ;)

sito del produttore ha detto:
Questo stompbox è l'unione di Rat, Turbo Rat e Dirty Rat. Questi tre effetti, selezionabili tramite un toggle switch con altrettante posizioni, hanno circuiti analoghi. Quello che li differenzia, è la sezione di clipping: il primo usa diodi al silicio 1N914, il secondo due led rossi, mentre il terzo diodi al germanio 1N270, questi 3 tipi di diodi tagliano l'onda in modi diversi. Rispetto ai diodi al silicio i led rossi producono un volume di uscita maggiore, una distorsione più lieve a livelli bassi ed un suono più tagliente e fuzzoso ad alte distorsioni. I diodi al germanio invece danno un'onda più arrotondata rispetto agli altri il che conferisce una distorsione più vellutata e che ricorda quella tipica delle valvole. Per tutte e 3 le modalità c'è anche la scelta tra clipping simmetrico ed asimmetrico che, oltre alle armoniche dispari, introduce anche quelle pari comportando un suono più pieno e rotondo.
 

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ottima guida ...ma personalmente non ho mai avuto un buon rapporto coi pedalini....per vari motivi...
il primo è che per farli suonare bene...ci vuole l'ampli adatto(e io probabilmente non ne ho mai avuto uno del tipo)
il secondo è che mediamente hanno prezzi assurdi..solo la robaccia cinese o simile ha prezzi accessibili o comunque motivati(secondo me)
faccio un esempio a caso...l'mxr dist+..che se non erro lo si trova attorno agli 80euro...(adesso)..e 80euro per un pedale con 20 anni e piu sulle spalle(il progetto intendo)sono un'eresia a mio parere.o cmq è un pedale limitato al suo suono e stop.
con poco piu del doppio ho preso un preamp tubeman plus valvolare che ha ben 4 canali e che fin'ora ha suonato sempre egregiamente con tutti gli ampli su cui è stato collegato sia analogici che valvolari..sia economici che boutique o quasi...
esistono pedalini di ogni forma e tipo ma quelli "seri" hanno costi che superaro anche i 300 euro...e ripeto che sono prezzi assurdi(a mio parere)
per simulare o imitare un Gilmour o un Santana o un Satriani o chissa chi volete voi...tocca spendere centinaia di euro solo di pedali....
preferisco un un bel Egnater tol ie4 midi col quale suono dal reggae al metal...per il prezzo di 6 pedali standard..con la differenza che è valvolare,midi,e settabile.....
che dite? :D
 

Mr6600

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esistono pedalini di ogni forma e tipo ma quelli "seri" hanno costi che superaro anche i 300 euro...e ripeto che sono prezzi assurdi(a mio parere)
per simulare o imitare un Gilmour o un Santana o un Satriani o chissa chi volete voi...tocca spendere centinaia di euro solo di pedali....
preferisco un un bel Egnater tol ie4 midi
col quale suono dal reggae al metal...per il prezzo di 6 pedali standard..con la differenza che è valvolare,midi,e settabile.....
che dite? :D
Premetto che non è il topic adatto per imbastire una discussione pedali vs. multifx vs. effetti a rack.
In ogni caso, l'Egnater IE4 di cui parli è un preamp valvolare a rack che, usato, costa 850€.
Sarà un ottimo prodotto, ma hai idea di quanti pedali usati compri con 850€? Ti puoi rifare para para la pedalboard di Steve Vai o di Gilmour e ti rimangono pure i soldi per offrire un giro di pizza ai tuoi amici :asd:

Sul dover spendere 300€ per avere un pedale "serio" potremmo parlarne a lungo. Non è che quando si parla di pedali esiste solo Behringer, oppure Carl Martin e VoodooLab. C'è una marea di pedali commerciali validissimi, che si collocano nella fascia di prezzo intermedia: EHX, MXR, Boss, il ProCo RAT oggetto di questo topic, ecc...
Se poi vai sull'usato, con 250€ ti fai una pedalboard con overdrive, delay, compressore, chorus, e magari ti ci esce pure un booster carino. E non hai speso 850€!!
 
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dax4you

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si esatto...infatti la mia era solo un'osservazione da "non "appassionato di pedali..e cmq ho citato anche il Tube man plus( pagato meno di 200)...valvolare...4 canali....se prendi 4behringer spendi di piu :P
 

Smith

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Confermo, con circa 1000€ riesci a costruirti una pedaliera molto molto buona, anche troppo.
 
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