configurazione tra scheda audio 5.1 e amplificatore home theater 5.1

tokyo74

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Salve a tutti del forum,
sono nuovo e vorrei sottoporvi alcuni quesiti su dei miei dubbi circa la configurazione scheda audio del mio pc e amplificatore del mio impianto audio home theater.

Intanto io possiedo un sinto-amplificatore Yamaha RX-V595aRDS home theater dunque con decodificatori dolby digital, dolby pro logic e DTS, mentre la mia scheda audio è una soundblaster audigy Rx 7.1 con massimo bit rate in stereo 24 bit 192 khz, mentre in multicanale 24 bit 96 khz. Entrambi i sistemi fanno l'upmix.

Adesso i miei dubbi sono:

1° quesito - se io collego l'uscita out 1 (c'è anche out 2 e out 3 per il collegamento diretto a un sistema 5.1 o 7.1) della mia scheda audio ad un ingresso aux stereo del mio sinto-amplificatore tramite cavetto jack-rca, dato che quest'ultimo funge da decodificatore ottengo sia il segnale stereo che il multicanale giusto? non ho bisogno di collegare tutte le coppie di uscite della mia scheda audio a tutti gli ingressi del mio amplificatore nel reparto decodificatore esterno? oltretutto la sound blaster Rx non ha un suo decodificatore quindi non sò cosa accadrebbe.

2° quesito - il mio amplificatore manderà ai diffusori il massimo bit rate ricevuto dalla scheda audio a seconda se è impostato a stereo o multicanale, o taglierà la frequenza? cioè dire hanno dei limiti da questo punto di vista i collegamenti analogici degli amplificatori? sò che forse usando i collegamenti ottici avrei un limite dato che in quel
periodo il massimo bit rate era quello del dvd cioè 48 khz e quindi il chip che gestisce l'ingresso ottico magari taglierebbe la frequenza a quel valore, ma non ne sono sicuro. Mentre per l'analogico ho dei limiti?

3° quesito - in ultimo caso la seguente considerazione:

dato che l'amplificatore è stato progettato 10 anni fà e oggi ci sono molte più codifiche audio e video specie in hd, è possibile colmare queste lacune ad esempio installando software opportuno sul pc o usando convertitori di cavetti? o quanto meno ovviare a questa lacuna con un moderno lettore blue-ray che abbia tali decodifiche, in questo caso l'ampli sarebbe all'altezza o taglierebbe i formati hd per dei limiti di frequenza sua?

Spero di essere stato chiaro e che possiate chiarirmi questi dubbi e confusione, grazie in anticipo.
 
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tokyo74

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Ho studiato a fondo la questione e sperimentato un pò la cosa per trovare le risposte ai miei quesiti. Di seguito elencherò man mano in modo dettagliato le risposte in modo che chiunque si trovi nelle stesse condizioni può trovare le risposte. Il caso può essere esteso pure se si tratta di collegare qualsiasi altro dispositivo ad un impianto audio home theater, sia che si tratti di un amplificatore A/V multicanale o che si tratti di un sistema di diffusori multicanale.

1° quesito - se io collego l'uscita out 1 (c'è anche out 2 e out 3 per il collegamento diretto a un sistema 5.1 o 7.1) della mia scheda audio ad un ingresso aux del mio sinto-amplificatore, dato che quest'ultimo funge da decodificatore ottengo sia il segnale stereo che il multicanale giusto? non ho bisogno di collegare tutte le coppie di uscite della mia scheda audio a tutti gli ingressi del mio amplificatore nel reparto decodificatore esterno? oltretutto la sound blaster Rx non ha un suo decodificatore quindi non sò cosa accadrebbe.

Dobbiamo partire dalla storia e caratteristiche, riguardo il mondo delle codifiche e decodifiche dell'audio multicanale da quelle vecchie a quelle nuove che hanno fatto la loro entrata nelle sale del cinema e in casa nostra con i sistemi home theater. Le due aziende o marchi che fanno la gara in questo mondo sono due: Dolby laboratories fondata nel 1965 da Ray Dolby in Inghilterra e trasferita nel 1976 negli Stati Uniti e la DTS ( Digital Theater System) fondata invece più tardi nel 1990 da Terry Beard sempre negli Stati Uniti.
L'audio multicanale consumer è nato con il mitico Dolby Surround. In esso erano miscelati 4 segnali audio (dx, sx, c e surround mono) in un semplice segnale stereo e, utilizzando un amplificatore capace di decodifica Dolby Pro-Logic, era possibile ricostruire i 4 canali e avere l'effetto spaziale desiderato.
Con l'avvento di supporti di registrazione di maggiori dimensioni sono nati i nuovi sistemi di codifica audio per la compressione di 5+1 canali separati in un solo flusso dati. Dolby Digital, il DTS e il SDDS. Ogniuno di essi si diversifica dagli altri per l' algoritmo di compressione dei dati utilizzato.
Il fatto di "comprimere" più canali audio in un solo flusso dati però, porta inevitabilmente ad una perdità di qualità del segnale e, per questo, le codifiche di questo tipo vengono definite "lossy" ( con perdita di dati ).
La rivoluzione nel settore audio/video portata dal Blu Ray ( con capacità fino a 50Gb ) ha permesso di abbinare all' alta definizione video anche l'alta definizione audio. Dolby True HD e DTS HD Master Audio sono oggi i formati audio che garantiscono la migliore qualità audio possibile in quanto sono sono sistemi di compressione "lossless" ( senza perdita di dati ).

Da queste prime informazioni potete capire che quando si parla di audio multicanale non ci riferisce in modo diretto alle diverse tipologie di diffusori, bensì a delle codifiche/decodifiche che si trovano in una unica traccia che all'apparenza è stereo ma che di fatto al suo interno contiene delle traccie adibite ai vari diffusori presenti in un determinato formato, in sostanza il segnale può viaggiare benissimo su un canale stereo. Quando una sorgente manda un segnale con audio multicanale attraverso un canale stereo al di là ci deve essere un ricevitore che deve decodificare l'audio in modo opportuno e mandarlo ai vari diffusori coinvolti. Se questo non succede verrà riprodotto solamente la traccia stereo occultando le altre traccie. Quindi per rispondere al quesito ci possono essere due scenari in generale:
- una sorgente manda un segnale audio multicanale ad un ricevitore multicanale che esegue la decodifica; in questo caso basta un solo collegamento tra sorgente e ricevitore anche un semplice cavetto jack-rca stereo o rca-rca stereo. (escludiamo al momento coassiale e ottico, riprenderemo il discorso negli altri quesiti)
- una sorgente può sia leggere il segnale multicanale che decodificarlo, in questo caso la sorgente funge da sorgente e decodificatore e può essere collegata direttamente o a dei diffusori amplificati multicanale, o un ricevitore amplificatore multicanale che abbia nel retro i collegamenti a tutte le coppie di diffusori, cioè ogni coppia di diffusori, frontali, posteriori, centrale/subwoofer ecc. ecc. negli ingressi separati adibiti a tale compito, la decodifica non la farà più l'amplificatore ma il dispositivo che funge da sorgente/decodificatore.

Per completezza elenchiamo tutti i tipi di codifiche per districarsi con i vari formati:
- L'audio Dolby Surround è stato introdotto sul mercato nel 1982 e, ad oggi, può essere considerato il padre dei sistemi multicanale. Caratteristica del Dolby Surround è il fatto di missare più canali audio ( 3 o 4 ) in un semplice segnale stereo. Questo ne permette una larghissima compatibilità di utilizzo ed è stato motivo di grande successo e diffusione. Evoluzioni del Dolby Surround sono il Dolby Surround Pro Logic e Prologic II.
- Il Dolby Surround Pro Logic IIz è l'ultima evoluzione della famiglia Dolby Surround. Esso mantiene la retrocompatibilità con le precedenti codifiche ( che riprodurranno solo i canali per loro decodificabili ) e aggiunge due canali surround anteriori superiori portando il numero di canali codificati alla configurazione 9.1.
- Il Dolby Digital è un sistema di codifica cosiddetto "lossy", ovvero in cui la codifica audio avviene con perdita di informazioni ( cosi come l'AAC, l'MP3 e il WMA). Il sistema di compressione utilizzato dal Dolby Digital si chiama AC3.Esso può lavorare da un minimo di 1 a un massimo di 5 canali audio digitali a banda piena, più un sesto canale destinato alla sola riproduzione delle basse frequenze. Questo speciale schema si indica con "5.1" e i 5 canali sono: anteriore destro (R) anteriore sinistro (L), centrale (C), surround destro (SR), surround sinistro (SL).
- Un passo avanti rispetto al Dolby Digital c'è il Dolby Digital Surround EX. Con esso viene inserito un canale cantrale posteriore mono ( creato dal missaggio dei due canali surround posteriori ) che permette di ricostruire in maniera ottimale la spazialità fronte-retro della scena sonora.
Dolby Digital Surround EX prende la definizione di sistema 6.1.
- Una evoluzione del Dolby Digital è il Dolby Digital Plus, che verrà utilizzato nei supporti per l'alta definizione (HD DVD, Blu Ray) e nelle trasmissioni digitali HDTV. Caratteristiche del Dolby Digital Plus sono: una maggiore efficienza di codifica, e l'aumento del numero di canali a 7.1, tutto mantenendo la compatibilità con il Dolby Digital convenzionale (il Dolby Digital Plus è "riducibile" semplicemente a un segnale Dolby Digital a 640 kbps compatibile con tutti i decoder attuali).
- Il Dolby TrueHD è lo standard di audio digitale in grado di offrire la maggiore qualità audio tra tutti quelli sviluppati dalla Dolby Laboratories ed è stato adottato dai nuovi supporti per video ad alta definizione. Caratteristiche principali sono: la compressiona dati lossless ( senza perdita di dati ), supporto fino a 14 canali audio ( limitati a 8 nei Blu-Ray e HD-DVD ) e supporto alla connessione HDMI ver. 1.3
- Il Digital Theater System (DTS) è un sistema di codifica audio multicanale in diretta concorrenza con il Dolby Digital e diffuso su Laser Disc, DVD-Video, DVD-Audio, CD e sui nuovi supporti HD DVD e Blu Ray. Il DTS è un sistema di codifica audio di tipo lossy, ovvero con perdita di dati. Il sistema di compressione del DTS prende il nome di DTS CAC (Coherent Audio Coding). Il DTS , codifica audio a 5.1 canali con una frequenza di campionamento 4 volte superiore a quella utilizzata dal Dolby Digital 5.1. La minore compressione dovrebbe essere alla fonte di una superiore qualità audio.
- Nel DTS-ES Discrete 6.1 si aggiunge un sesto canale alla classica configurazione 5.1. Si tratta del canale center surround o back surround usato anche dal Dolby Digital Surround EX ma che, nel DTS-ES Discrete 6.1, è codificato in forma completamente discreta ( e non missando i due canali posteriori ), realizzando una vera traccia 6.1.
- Il DTS-HD Master Audio è nuova versione del formato pensata per l'impiego opzionale negli HD DVD e nei Blu Ray e in prospettiva per l'utilizzo in studio. Il DTS-HD Master Audio, oltre a offrire fino a 8 canali, offre una frequenza di campionamento e permette la codifica lossless ( senza perdita di informazioni ). DTS-HD Master Audio rimane compatibile con i decoder DTS tradizionali.
Il DTS-HD esiste anche in una versione intermedia, sotto il profilo della qualità, fra il DTS classico e il Master Audio, che prende il nome di DTS-HD High Resolution Audio. Esso gestisce fino a 7.1 canali ma la codifica avviene mediante compressione lossy. Il bitrate però può essere molto più elevato rispetto al DTS tradizionale.
- SDDS ( Sony Dynamic Digital Sound ) è il terzo, e meno famoso, concorrente per la codifica di audio digitale multicanale. La codifica SDDS è attualmente supportata dalle specifiche DVD ma, attualmente non ci sono amplificatori cansumer che integrano un processore in grado di riprodurre questo codifica audio. Il suo utilizzo è limitato all' ambito cinematografico e la caratteristica principale è la gestione di 8 canali ( 7.1 ). Cinque canali anteriori, due posteriori e un sub. Questa sua particolarità è anche la causa del suo scarso successo. L'utilizzo di 5 canali anteriori obbliga le case produttrici ad una registrazione dell'audio "non standard" e ciò implica maggiori costi. Pochissime sale hanno istallazioni audio in grado di soddisfare l' SDDS che, quando utilizzato, usa solamente i 5.1 canali standard.
- ERRONEAMENTE considerato da molti un sistema di codifica e decodifica audio multicanale, in realtà il THX si occupa di stabilire determinati parametri qualitativi e quantitativi in merito alla riproduzione di materiale audiovisivo, con l'obiettivo di rendere un'esperienza eccellente la fruizione di opere multimediali. Può essere quindi considerato un "sistema di certificazione di qualità". THX ha comunque introdotto significative modifiche ai sistemi di decodifica multicanale ai quali è stato applicato, anticipando, a volte di anni, soluzioni poi implementate nei sistemi di codifica veri e propri. THX è un marchio brevettato nel 1982 dalla Lucasfilm.
La sigla THX andrebbe interpretata come Tomlinson Holman eXperiment, dal nome dell'ingegnere incaricato da Lucas di realizzare una sala cinematografica senza compromessi tecnici all'interno degli studios della Lucasfilm.
Le apparecchiature elettroniche ( TV, sintoamplificatori, diffusori ecc ) che riportano il logo THX, godono di questa certificazione che ne attesta la rispondenza agli standar qualitativi fissati.

Nota bene: tutti i formati audio multicanale nuovi sono retrocompatibili, vuol dire che cmq verranno riprodotti dai vecchi sistemi con decodificatori vecchi ma quello che succede e che verrano abbassati di qualità avendo come limite la massima qualità di quelli vecchi, per intenderci, i vecchi si fermano a un bit rate di 24 bit 48 Khz, mentre quelli nuovi sono 24 bit 192 Khz.

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2° quesito - il mio amplificatore manderà ai diffusori il massimo bit rate ricevuto dalla scheda audio a seconda se è impostato a stereo o multicanale, o taglierà la frequenza? cioè dire hanno dei limiti da questo punto di vista i collegamenti analogici degli amplificatori? sò che forse usando i collegamenti ottici avrei un limite dato che in quel periodo il massimo bit rate era quello del dvd cioè 48 khz e quindi il chip che gestisce l'ingresso ottico magari taglierebbe la frequenza a quel valore, ma non ne sono sicuro. Mentre per l'analogico ho dei limiti?

Anche quì possiamo avere diversi scenari:
- Se il dispositivo che usiamo,che manda il segnale ha un buon dac interno 24 bit 192 khz in stereo e 24 bit 96 khz in multicanale, in collegamento analogico verso un sistema multicanale o verso un amplificatore multicanale non ne risente, verrà mantenuto il bit rate massimo.
- Se invece usiamo il collegamento coassiale o ottico, a seconda del sistema in cui ci ritroviamo dobbiamo essere sicuri che i chip che gestiscono questi ingressi siano all'altezza, perchè se sono di un pò di anni (dai 5 ai 10 anni fà) probabilmente la frequenza verrà abbassata ad un massimo di 24 bit 96 Khz per il coassiale e 24 bit 48 khz per l'ottico. Invece se ci troviamo in presenza di ricevitori moderni (ma non è detto che tutti ne sono equipaggiati) i chip potrebbero convertire e dunque mantenere un campionamento di 24 bit 192 khz in stereo o 24 bit 96 khz in multicanale.

Perchè succede questo?
Nel collegamento analogico il segnale arriverà già convertito dalla sorgente direttamente all'ingresso analogico dell'amplificatore, il quale non farà altro che amplificarlo e mandarlo ai vari diffusori, nella fattispecie la conversione digitale-analogico viene effettuata dal dispositivo sorgente.
Viceversa se usiamo il collegamento coassiale o ottico, la conversione del segnale da digitale in analogico lo farà il dispositivo ricevente, il quale prima di amplificare e mandare ai vari diffusori il segnale, tramite i suoi dac farà la conversione digitale-analogico.

Ho cercato di spiegarlo terra terra in realtà avviene tutto un percorso be preciso che non sto a descrivere per non confordevi la testa con tanti paroloni :-)

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3° quesito - in ultimo caso la seguente considerazione:
dato che l'amplificatore è stato progettato 10 anni fà e oggi ci sono molte più codifiche audio e video specie in hd, è possibile colmare queste lacune ad esempio installando software opportuno sul pc o usando convertitori di cavetti? o quanto meno ovviare a questa lacuna con un moderno lettore blue-ray che abbia tali decodifiche, in questo caso l'ampli sarebbe all'altezza o taglierebbe i formati hd per dei limiti di frequenza sua?

Nel secondo quesito rispondevamo supponendo che la codifica audio fosse nel formato dei vecchi standard e cioè Dolby Surround, Dolby Pro Logic, DTS, in questo caso avevamo un limite solo del bit rate massimo di campionamento audio.
Ma se volessimo ancora sfruttare il nostro vecchio amplificatore con una spesa minima sarebbe possibile? la risposta e si.
Abbiamo detto che in collegamento analogico non abbiamo limiti e che il dispositivo sorgente sfrutta il suo dac interno, allo stesso modo sempre in questa direzione, se il nostro dispositivo è un moderno dispositivo che supporta i nuovo formati e cioè Dolby true Hd e DTS-HD Master Audio abbiamo risolto la cosa.
Il dispositivo in questione potrebbe essere un moderno lettore blue-ray fascia alta che vanno sui 200 euro, colmando la lacuna del vecchio amplificatore, oppure un moderno lettore blue-ray interno per pc con una spesa di 100 euro, ma occorre pure una buona scheda audio con uscita hdmi, più cavetto hdmi-rca, con una spesa complessiva che và sui 300 euro.
Nel caso si opta per la prima soluzione ci occorre oltre al lettore blue-ray, un cavetto convertitore hdmi-rca, in modo da dare tutte le codifiche-decodifiche e conversioni digitale-analogico al lettore stesso.
Se scegliamo la seconda opzione dato che il solo lettore blue-ray per pc non ha un suo dac interno non basterebbe in quando è separato, e che di solito è uquipaggiata la scheda audio.
Cosa importante!!! il dispositivo sorgente deve contenere un uscita hdmi altrimenti ci possiamo scordare il video e l'audio alle alte definizioni con le nuove codifiche/decodifiche. In quanto non è possibile veicolare con collegamenti coassiali o ottici, riferendoci sempre ai vecchi amplificatori. Il cavetto hdmi-rca serve a veicolare il segnale già convertito in analogico e pronto per essere amplificato e mandato ai vari diffusori, esso è costituito di solito da un estremità hdmi e da 3 rca all'altra estemità, 2 per l'audio: uno rosso e uno bianco e l'altro giallo per il video.

Questo era il caso specifico in questione, in ogni caso chiunque volesse correggere o aggiungere cose per approfondimenti o altri casi è libero di farlo.
 
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