GUIDA Come Scegliere Un Amplificatore Per Chitarra

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Smith

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La scelta di un amplificatore per chitarra è assai difficile, ma per quanto possa essere così, esso è alla base di tutto, e troppo spesso questa scelta viene messa in secondo piano, spendendo più che altro tutto in effetti, chitarre, cavi e quant'altro. Se è vero che scegliamo una chitarra per il sound che offre, ed è vero che cambiare questa può voler dire ascoltare tutt'altro tipo di suono, non dobbiamo mai trascurare il comparto dell'amplificazione, perchè è questo che da carattere al tutto, e se vogliamo far uscire il chitarrista che è in noi, dobbiamo scegliere quello giusto. Scegliere è difficile perché ci sono veramente tanti modelli, tutti con caratteristiche più o meno differenti tra loro, senza contare poi il discorso legato alla potenza, al tipo di suono che offrono, caldo, squillante o sporco. A complicare ulteriormente le cose, quanto meno a livello di idee, ci sono le numerose aziende del settore, tra i marchi più conosciuti sicuramente: Marshall, Fender, Peavey, HIWATT, VOX e molti altri, ma questo lo vedremo più avanti. Tante volte avrete sentito parlare di Valvole e Transistor, di testate con cassa e di sistemi Combo, lo scopo di questa guida, è quello di fornirvi qualche indicazione teorica se così possiamo chiamarla, in modo che possiate orientarvi autonomamente su una scelta ragionata e azzeccata. C'è veramente tanto di cui parlare.

La prima cosa da dire, è quella di non affidarsi mai solo ed esclusivamente al marchio, e sopratutto evitare una scelta dettata dalla potenza dell'amplificatore, 100 Watt non sono sempre e comunque superiori a 50W, tanto per citare un esempio diretto e molto pratico. E' quindi importante valutare una serie di cose, e prendere alcuni modelli di riferimento (i chitarristi che ascoltiamo ad esempio). Ogni Amplificatore ha una sua personalità, ognuno di questi offre un tipo di sound, prima di fare ogni acquisto dovete capire qual'è il vostro, e cosa volete tirar fuori da questo, senza poi trascurare il genere vero e proprio, che sia Rock, Blues o Jazz. Dette queste due cose, questo è l'indice di quanto troverete scritto sotto, buona lettura.







NB: Questa guida è stata creata con lo scopo di guidare i meno esperti nella scelta di un amplificatore per chitarra elettrica, nessun messaggio o suggerimento può ritenersi inattaccabile, esistono varie scuole di pensiero e vanno rispettate, io spero che la mia sia in sintonia con la vostra, e spero di potervi aiutare con i vostri problemi, e sarò felice di rispondere alle vostre domande, accetterò le vostre critiche e leggerò le vostre esperienze. In cambio chiedo una discussione pulita e ordinata, senza commenti inutili o critiche infondate e provocatorie, per il resto ogni messaggio è ben accetto. La guida è stata scritta interamente da me, con tanta passione per la musica, per le chitarre, con la voglia di rendere di pubblico dominio un contenuto interessante come questo. Per chi avesse intenzione di prendere spunto da questa, per creare nuove guide, può semplicemente chiedermelo in PVT o Mandandomi una Mail, evitando quindi spiacevoli sorprese, non sarebbe la prima volta del resto. La discussione verrà aperta quando tutti i capitoli saranno online, verrà quindi poi aperta ed eventualmente ritoccata, inserendo immagini o altro materiale. Buon a lettura a tutti.
 
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Smith

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Quanta potenza mi serve:

Ed ecco che entriamo subito nel vivo della questione, la domanda è molto semplice e comune: Quanta potenza mi serve realmente ? Specifico “Realmente”, perchè troppo spesso si tende a comprare sistemi che hanno troppa potenza per l'uso che ne facciamo, ad esempio in camera per esercitarsi, convinti che sia la giusta soluzione, in quanto l'acquisto aveva caratteristiche di tutto rispetto, e magari era un amplificatore di fascia alta. Per l'uso così detto domestico, si può partire da pochissimi Watt, per arrivare a un massimo di 30W, e mi sono già ampiamente allargato, avere più potenza significherebbe anzi tutto uno spreco di denaro, in quasi tutti i casi saremo comunque costretti a tenere un volume molto basso, il che non ci permette quasi mai di capire il tipo di suono che quell'amplificatore può offrirci. La miglior prova per stabilire quanta potenza ci serve è sul campo. In una sala prove, 50 Watt possono essere più che sufficienti, così come in locali più o meno grandi e affollati, si può anche pensare ai 100 Watt, nel caso ad esempio suoniate un genere musicale molto spinto, e sia la batteria che gli altri componenti, mantengono un volume eccessivo, in quel caso il chitarrista solista dovrà avere molta potenza per farsi ascoltare, che non significa 150W, ma un amplificatore tra i 50 e 100W, con un volume controllabile e sopratutto in grado di garantirci prestazioni adeguate ad alti e bassi volumi (questo è molto difficile). Nessuno ci impedisce di optare per l'uno o per l'altro chiaramente. Se non avete ancora le idee chiare e non sapete eventuali e futuri sviluppi della vostra band, non esagerate e non prendete neanche troppo in parola quanto ho specificato sul discorso dei Watt applicati a un contesto come: Sala prove, serata al pub etc, non è detto che sia quello che cercate realmente.

Se il vostro sound è composto principalmente da distorsori e compressori, ad esempio, in quel caso meglio non esagerare con i Watt, si rischia semplicemente di creare una grande confusione a discapito del tocco sulle note, al contrario optate per un 50W. Tra l'altro su questo discorso esistono alcuni luoghi comuni, che mettono in risalto la potenza e le valvole nei contesti più duri, e quelli con meno Watt nel Rock più classico, nel Jazz e in altri. Tale ragionamento può essere sensato, ma fino a un certo punto. L'unico giudice siete voi stessi, solo voi potete scegliere quale sia il migliore, da parte mia può esserci solo qualche chiarimento tecnico e indicazione generale. E' sicuramente meglio optare sui Transistor nel caso suoniate Jazz, questo perchè occorre un suono fedele, non uno alterato e ne tanto meno occorrono sistemi particolarmente potenti. Nel Rock e nel Metal, un professionista con buona probabilità andrà ad occhi chiusi, prendendo un amplificazione potente e sopratutto a valvole, in quanto tendono a sporcare di più il suono, a dargli una corposità e un colore tipico di questo genere musicale.

Valutate dove e in che modo utilizzerete il vostro amplificatore, prendete una sala prove tanto per cominciare, quasi tutte sono equipaggiate con Valvolari e Transistor a 50W, e provate a suonare una sessione di chitarra e batteria, cercate di regolare un volume ne troppo alto e ne troppo basso, lo scopo è quello di avere un suono pulito in tutte le occasioni, che riusciate ad ascoltare sia voi che gli altri membri del gruppo senza difficoltà e viceversa, senza sforzare l'amplificatore con volumi troppi alti, e sopratutto che non siate costretti ad abbassarlo troppo, perchè equivalerebbe ad avere un amplificatore in sotto-potenza, e specie con quelli che montano delle Valvole, può voler dire sound impreciso. Per parlare invece di sovra-potenza, occorre fare una precisazione, voi direte; “Alzando il volume riesco a raggiungere quello della batteria”, indubbiamente è così, ma nessun amplificatore lavora a volumi altissimi senza andare in overload, il suono sarebbe troppo disturbato, pertanto a medio-alta potenza, (tra il 50 e il 60%) dovreste riuscire a raggiungere un equilibrio tale, da avere un buon volume e una qualità più che soddisfacente. Quasi tutti gli amplificatori, rendono al meglio a quelle percentuali di potenza. Premesso che questa guida è rivolta perlopiù a chi si sta avvicinando da poco al mondo della musica, in particolar modo a quelle delle chitarre elettrice, proviamo a consigliare alcune ottime soluzioni da usare principalmente in casa.



Fender Champion 600: E' uno storico amplificatore di casa Fender, annata 1950, il Champion 600 è un tributo a questo. Oggi tubo amplificato (cioè a valvole) e con tecnologia moderna, gode di qualità costruttiva e un aspetto decisamente molto Vintage, i rivestimenti parlano da soli. Piccolo e compatto, offre 5 Watt di potenza e un pre-gain decisamente superiore rispetto ai modelli originali, per fortuna di alcuni, per sfortuna di altri. Doppio ingresso disponibile, Hi e Low Gain, oltre un ingresso speaker per collegare una cassa più grande. Consiglio a tutti di provarlo, ed eventualmente comprarlo se vi piace, il prezzo è di circa 200€, un buon investimento.

VOX DA5: In 3,5 Kg di peso, un Amplificatore Combo a dir poco eccezionale, pochi riescono a stargli dietro. Anche con lui come gli altri, offre 5 Watt di potenza massima, in questo caso RMS @ 8 ohms, tecnologia REMS KORG, un finale di potenza a stato solido e altoparlanti Vox originali, speaker da 6.5” pollici. Caratteristiche tecniche a parte, l'aspetto pratico riguarda controlli per il distorto, tono e volume. Vengono offerti inoltre dei presets, 2 canali puliti, 3 per il blues, 2 con un sound molto crunch, 3 Hi-Gain e 1 Drive. Gli effetti integrati in questo piccolo Vox sono molteplici; Compressore, Chorus, Delay, Reverb, Flanger, Phaser, Tremolo e Rotary Speaker. E' disponibile in diversi colori, molto elegante e compatto come avrete notato, piuttosto economico, di certo il rapporto qualità/prezzo è straordinario, circa 140€, si trova facilmente su internet.

Epiphone Valve Junior: La semplicità è tutto diceva qualcuno, il Valve Junior è un esempio concreto di questa teoria. Più grande e pesante del Champion 600 e dell'Ibanez ValBee, questo valvolare offre 5 Watt di potenza, un single ended di Classe A per sonorità vintage e crunch. I rivestimenti in pelle saltano all'occhio, così come la parte frontale, lineare e pulita, troviamo infatti, solo l'interruttore per l'accensione e un regolatore di volume, e ovviamente, l'input per la chitarra. Al contrario di altri amplificatori, combo o micro che siano, questo non racchiude alcun tipo di effetto digitale. Probabilmente non è tra le soluzioni casalinghe più apprezzate, vista la mancanza di effetti integrati, ma io consiglio di provarlo, il sound che offre non è inferiore a nessuno. Il prezzo è un altro punto a suo favore, circa 100€.

Ibanez ValBee: Se da una parte, fin'ora abbiamo visto sistemi di amplificazione tutto sommato vintage, in sonorità e aspetto, quello che propone Ibanez, è un concetto totalmente diverso, almeno in parte, la tecnologia e il design moderno fanno da padrone in questo piccolo e pesante amplificatore, circa 9 Kg. Non si differenzia però sulla potenza, 5 Watt con uno speaker da 6,5”. Non troviamo particolari fronzoli sul pannello di controllo, a parte il controllo del Gain, il resto è regolazione di; Bassi, medi, alti, presence e volume, il che può francamente bastarci. Anche lui è tubo amplificato, il preamplificatore fa affidamento a una 12AX7 come in molte altre soluzioni, il finale di potenza invece, oltre ad essere un Classe A/Single Ended, monta una 6L6GC, ed è questo principalmente che lo distingue dagli altri. Il prezzo è un po superiore agli altri, si aggira intorno ai 200€.

Roland Microcube:
Ultimo, ma non per importanza, è il piccolo amplificatore portatile di Roland che stupisce per qualità sonora e praticità. Solo 2 Watt di potenza ma non fatevi ingannare, sei effetti digitali integrati, per essere precisi parliamo di; Chorus, Flanger, Phaser, Tremolo, e in una sezione separata Delay e Reverb. Il pannello è disposto sulla parte superiore della struttura, nell'insieme si dimostra ben organizzato e incastonato come meglio non si potrebbe, solido e con un'estetica accattivante. Il prezzo poi parla da solo, con buona probabilità vi basteranno 100€. L'adattatore è incluso, è possibile utilizzarlo anche con sei pile da 1,5 volt.
 
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Testata con cassa, Combo e unità Rack:

Se volessimo anzi tutto dare un concetto di amplificatore, potremmo riassumere dicendo che: Un amplificatore, in questo caso per chitarra/basso, non è altro che un dispositivo elettronico capace di modificare un segnale di bassa potenza, rielaborarlo, e infine farlo uscire più forte e con più volume. In questo caso il segnale è quello inviato dai magneti della chitarra. Un'altra spiegazione che potremmo dare, è quella dei componenti che costituiscono un amplificatore, tre componenti principali: Il primo è il Preamplificatore, questo riceve il segnale proveniente dalla chitarra, ne aumenta la potenza e fa uscire poi il suono finale che ascoltiamo. Il secondo è il Finale di potenza, il suo compito è quello di amplificare il segnale così che gli altoparlanti possano riprodurlo. Il terzo è ovviamente la cassa vera e propria, definita anche come diffusore o altoparlante. Tante volte sentiamo parlare di Combo, Testata con cassa, amplificazione a moduli, vediamo in poche righe cosa sono e che compito svolgono:

Sistema Combo:
E' senza dubbio quello più pratico (a seconda della tipologia) ed economico esistente. Questo sistema è composto da una sola cassa in legno, nella quale possono essere inclusi effetti vari come distorsori, overdrive, riverbero etc, e ovviamente i controlli di tono e volume, tutto estremamente compatto e ben assemblato. Tale sistema è quello migliore per cominciare, in quanto hanno dei prezzi molto interessanti e accessibili un po a tutti, delle potenze in Watt più che sufficienti, e offrono una qualità audio niente male. Nonostante sia definito da qualcuno, come sistema puramente “casalingo” viene usato da molti professionisti. Non è facile trovare un modello con caratteristiche di qualità tanto elevante, da poterlo inserire in un contesto Live, ma non è comunque impossibile, diffidate da chi vi dice il contrario, può essere poi molto utile in sala prove. Nel sistema combo quindi, preamplificatore, finale di potenza e altoparlante sono racchiusi nella stessa struttura. Si trovano sia a valvole che a transistor, i prezzi sono molto vari così come le dimensioni e il peso. Marshall e VOX producono amplificatori combo di ottima fattura e non sono difficili da reperire, con potenze che si aggirano intorno ai 15W, equipaggiati sia a valvole che a transistor, i prezzi sono decisamente interessanti per quello che offrono.

Sistema Stack (Testata con Cassa): Questo tipo di amplificazione è composto da due elementi che ben si differenziano dalla prima soluzione proposta, la testata e la cassa appunto. Nel primo componente sono racchiusi tutti i regolatori di tono, volume ed effetti (riverbero principalmente), tra cui anche il preamplificatore e il finale di potenza, questa viene poi collegata alla cassa sottostante, detta anche Cabinet. Un amplificazione stack è molto versatile, perchè permette di provare diverse combinazioni, grazie alla testata che può essere collegata ad altre casse. Senza dubbio è una delle scelte più utilizzate nel mondo della musica, a livelli amatoriali ma soprattutto in contesti più importanti, nelle sale prove inoltre sono presenti quasi sempre Testate con Cassa, spesso e volentieri dei Marshall 50W a Valvole.

Rack e Moduli: L'ultima tipologia di amplificazione che andiamo ad analizzare, è quella Rack. L'unita è molto complessa e incredibilmente costosa, sconsigliata ai comuni mortali per ovvie ragioni, pratiche ed economiche. Così come per gli effetti a rack, il tutto si costruisce su una base a incastro se vogliamo. In questo caso il preamplificatore e il finale di potenza sono racchiusi in un Rack appunto, la cassa è separata da esso, svariate sono le combinazioni possibili, per questo motivo il Rack può raggiungere notevoli dimensioni e sopratutto costi, si arriva tranquillamente a cifre di molto superiori ai 1,000€, trasportare il tutto a mano è praticamente impossibile. In questo caso anche il comparto Cavi influisce molto sulla qualità del suono, ed è difficile consigliare un Rack economico, se volete spendere poco puntare su altro.
 
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Smith

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Quale amplificatore devo scegliere:

Come avevamo accennato, ogni amplificatore ha una sua personalità, come l'abbiamo noi del resto, ed è quindi importante che si crei un legame musicale al fine di tirar fuori il nostro stile, quanto meno quel suono che a orecchio ci stuzzica di più la fantasia e l'improvvisazione. Oltre alla potenza dell'amplificatore, un'altra domanda ricorrente tra i chitarristi, professionisti e non solo, è quella del: “Valvole o Transistor ?”. Uno non è meglio dell'altro parliamoci chiaro, ci sono enormi differenze tra i due, sia a livello di suono che come tipo di circuito e metodo di costruzione, ma tutto si basa sul proprio gusto personale, senza contare poi l'aspetto economico e pratico, viste che le differenze di dimensioni tra i vari amplificatori.

Amplificatore Valvolare:
Possiamo dire che la valvola non è altro che una piccola lampadina, ed è composta da tre semplici componenti elettriche, per questo motivo viene definita “triodo”. Le varie componenti sono collegate tra loro mediante un filamento resistente al calore, il tutto inserito in una piccola custodia di vetro, che prende la forma di una lampadina appunto. Come per tutte le cose, esistono aspetti positivi e negativi. Un amplificatore di questo tipo ad esempio, offre un suono molto caldo e corposo, garantisce quindi un segnale molto ben lavorato e anche potente. Gli aspetti negativi sono molti purtroppo, in linea generale sono più costosi dei transistor, sono piuttosto ingombranti e pesanti da trasportare (non sempre), richiedono molte più attenzioni e devono essere trattati con delicatezza. Se pur ne gli ultimi anni la tecnologia si sia evoluta, le valvole possono rompersi e col tempo, richiedono comunque una sostituzione in seguito a l'usura dei componenti, soggetti a temperature piuttosto alte.

Amplificatore a Transistor: Ancora oggi questi amplificatori vengono messi in secondo piano rispetti ai loro rivali. Sono considerati, da chi ne capisce poco o da chi si basa sul “per sentito dire”, sistemi più che altro economici, non adatti a chi vuole fare veramente musica, e sopratutto da sconsigliare a chi ha deciso di fare qualche esibizione dal vivo, non è così. I transistor entrarono in commercio proprio per intervenire sui numerosi problemi che la valvola offriva (parliamo degli anni 50' e 60'), il suono non viene distorto e non subisce alterazioni, un amplificatore a stato solido semplicemente si limita a riprodurre il suono in modo preciso e sopratutto fedele, il suono finale è comunque molto più freddo. Gli aspetti interessanti riguardano il prezzo, la praticità nel trasportarti (a seconda dei modelli chiaro), la loro affidabilità e resa sonora.

Questo è quanto c'era da dire su l'argomento valvole o non valvole, come avrete notato non è stata data una risposta concreta, questo perchè è molto difficile essere obbiettivi, forse non è proprio possibile. Bisognerà scegliere in base alla propria esigenza musicale, se volete molta potenza e un suono più cattivo, allora è meglio che puntiate su un amplificatore valvolare, budget permettendo ovvio, se volete qualcosa di più tranquillo, che abbia un suono pulito e inalterato, ma sempre e comunque di qualità, allora i transistor fanno per voi. C'è poi da dire che, amplificazione a parte, sicuramente avrete modo di smanettare con vari effetti analogici o digitali, prima o poi una piccola catena ve la costruirete, almeno che non siate dei jazz man allo stato puro. Tra l'altro anche quest'ultima categoria è attualmente contagiata, in modo decisamente inferiore comunque. Abbiamo parlato di Watt e delle varie tipologie di amplificazione che esistono, per darvi un ulteriore linea guida, citiamo qualche nome importante. Sicuramente Marshall e Fender i nomi che maggiormente si ricordano, hanno segnato a loro modo la storia della musica Rock e non solo, in particolar modo gli anni 50' e 60', l'avvento del Rock N Roll e l'influenza di grandi chitarristi. E' importante quindi, al fine di optare per l'uno o per l'altro, che abbiate in mente uno stile musicale, e perchè no, anche qualche chitarrista di riferimento.

Per la musica Rock e Hard Rock, sicuramente optare per un Marshall è una scelta più che ragionata, ma non dimentichiamo i VOX, questa azienda ha scritto pagine importanti nella musica, grazie al suo AC30 (1960), un amplificatore interamente a valvole, 4 EL84 con 30 Watt di potenza e coni Celestion G 12 bulldog da 12 pollici, esso venne usato ad esempio dai Rolling Stones, dai Beatles e dai Queen. Nel corso degli anni però, questo subii notevoli cambiamenti, le valvole ad esempio, vennero rimpiazzate da un circuito allo stato solido, perdendo quindi il suo tipico sound, ma nel 1990 la VOX annunciò una riedizione dell'AC30, ed è attualmente usato in moltissimi scenari musicali, dal Rock classico a quello più spinto. I Fender sembrano essere i preferiti nel Jazz, offrono sempre un buon Riverbero, sono versatili e offrono una qualità degna di nota, anche loro comunque sono stati ampiamente sfruttati nel panorama Rock. Per chi è amante dei Pink Floyd e del Sound Gilmour ad esempio, esiste solo il nome HIWATT, nonostante siano stati fatti vari esperimenti negli anni, la brillantezza che questi offrono è sicuramente superiore a tanti altri. Potremmo poi dire il Marshall per Jimmy Hendrix e così via, ma cercate di non comprare senza aver mai provato l'amplificatore, il consiglio finale è questo.

Con la speranza che la guida sia stata di vostro gradimento, invito tutti a chiedere ulteriori delucidazioni su l'argomento, nonché a chiedere suggerimenti in base al budget a vostra disposizione, al tipo di musica che suonate, e via discorrendo insomma, anche se credo, la guida risponda a molte di queste domande. Penso che meno di così non avrei potuto scrivere, alcuni capitoli come quello dedicato ai i tipi di amplificazione, meriterebbero più spazio, in particolar modo quella a Rack, ho pensato invece di dedicare più tempo e spazio ai sistemi “pratici” a discapito di quello più complessi e costosi, che con buona probabilità non prenderete in considerazione.
 

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il rolandino vale 100e????
LOL!
me l'ha lasciato un mio amico in cambio di un 60w anni '80 del quale me ne facevo ben poco
mo lo vado a provare subito
 

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provato!
devo dire che sono rimasto positivamente colpito da questo piccolo ampli

soprattutto dalla qualità sonora
domani lo provo col v-amp attaccato cosi vedo come girano i miei effetti
 

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si esatto, l'unico "difetto" è che ha i bassi troppo pompati
e se ci attacchi una pedaliera devi tenerla coi bassi al minimo o non si capisce na mazza se osi fare del palm-muting :D
 

Smith

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Sicuramente è dovuto al cono, devo saperne di più ancora.
Tra i vari, credo che il VOX DA5 sia uno dei migliori, ottimo veramente.
 

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dici che con un pò di chirurgia meccanica/elettronica riesco a montargli su un cono migliore?
 

OmgKllL

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allora non lo tocco
senza pedaliere varie attaccate cmq è un mostrillo molto degno di nota
 

OmgKllL

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non ce l'ha...o meglio lo ha unificato :( una sola manopola per gestire alti-bassi e medi
 
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