[DOMANDA] Che ne pensate della tecnocrazia?

ilreverde20

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Salve.

E' da un po' di tempo che mi sono leggermente "intrippato" nella politica. Buona parte di questo mio nuovo interesse e' stato scaturito da mio fratello, un drogato di politica e astronomia. Mi ha fatto fare un test riguardante gli "spettri politici" per vedere cosa sarebbe uscito' e a grande insaputa mi sono ritrovato con "tecnocrazia".

questo e' quello che ho trovato su wikipedia al riguardo (lo tengo corto per evitare allungamenti inutili)

La tecnocrazia è una ipotetica forma di governo in cui le decisioni politiche vengono prese da "tecnici", cioè da esperti di materie tecnico-scientifiche o più in generale studiosi di campi specifici (quali scienziati, ingegneri, economisti, giuristi, medici, sociologi, psicologi, docenti e altri).

Dopo essermi informato un po' ho capito i pilasti portanti di questa scuola di pensiero sono i seguenti:

Avanzamento tecnologico;
Grande enfasi sulla scenza e sul sapere scentifico;
Enfasi sull' economia;
ect.

Naturalmente questa via di pensiero va MOLTO contro la religione e i "valori" religiosi e questo potrebbe causare dei problemi per alcune persone

Oltretutto ci sono dei fattori negativi che ho scoperto scavando qua e la sul web, ma alcuni sono solo supposizioni. Se proprio volete approfondiro' solo su richiesta.

Ditemi cosa ne pensate. E' bello avere dei discorsi su cose del genere.
 
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E' da un po' di tempo che mi sono leggermente "intrippato" nella politica. Buona parte di questo mio nuovo interesse e' stato scaturito da mio fratello, un drogato di politica e astronomia. Mi ha fatto fare un test riguardante gli "spettri politici" per vedere cosa sarebbe uscito' e a grande insaputa mi sono ritrovato con "tecnocrazia".

questo e' quello che ho trovato su wikipedia al riguardo (lo tengo corto per evitare allungamenti inutili)

La tecnocrazia è una ipotetica forma di governo in cui le decisioni politiche vengono prese da "tecnici", cioè da esperti di materie tecnico-scientifiche o più in generale studiosi di campi specifici (quali scienziati, ingegneri, economisti, giuristi, medici, sociologi, psicologi, docenti e altri).

Dopo essermi informato un po' ho capito i pilasti portanti di questa scuola di pensiero sono i seguenti:

Avanzamento tecnologico;
Grande enfasi sulla scenza e sul sapere scentifico;
Enfasi sull' economia;
ect.

Naturalmente questa via di pensiero va MOLTO contro la religione e i "valori" religiosi e questo potrebbe causare dei problemi per alcune persone

Oltretutto ci sono dei fattori negativi che ho scoperto scavando qua e la sul web, ma alcuni sono solo supposizioni. Se proprio volete approfondiro' solo su richiesta.

Ditemi cosa ne pensate. E' bello avere dei discorsi su cose del genere.
Ciao, bell'argomento!
Penso che una forma di governo "tecnico" sia ottima (d'altronde, chi sa fare sa capire... cit. Giovanni Storti, seriamente), ma non tecnocratico, bensì democratico - come un governo tecnico!
Ovviamente, una persona del genere che sale al potere, ritengo debba avere una formazione anche dal punto di vista "politico" e comunque umano: un tecnico o uno scienziato che ricopre un incarico del genere non rimane solo tale, ma diventa anche un politico, quindi attento all'amministrazione e agli aspetti più "umani".
La ritengo una cosa un po' complessa da spiegare (e adesso non mi escono le parole giuste...): non voglio dire che uno scienziato non abbia aspetti umani, ma vedo che uno scienziato vede le cose diversamente da un politico e viceversa, mentre una persona che entra in questo ruolo debba essere l'unione dei due aspetti.
Tuttavia non vedo il contrasto con la religione nella forma di governo tecnico democratico, in quanto anch'essa accetta la scienza, se non per il fatto che il tecnico che ricopre la carica, si contrapponga ostinatamente ad essa nelle scelte, mentre nella tecnocrazia dipende da chi prende le decisioni, potrebbe essere.
Ma comunque togliere il voto e lasciar prendere le decisioni a singoli individui per me non è comunque giusto, anche perché un tecnico- scienziato ed esperto nel campo, può avere diversi orientamenti nel campo stesso in cui opera.
Almeno, spero di essermi fatto capire, ma è molto complicato come discorso :ok:
 
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Mi spiace, preferisco una democrazia con dentro un buon Ministero dell'Istruzione; quando inizi a togliere diritto di voto o limiti le scelte disponibili, sei gia' oltre la marcia su Roma.
 
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Mi spiace, preferisco una democrazia con dentro un buon Ministero dell'Istruzione; quando inizi a togliere diritto di voto o limiti le scelte disponibili, sei gia' oltre la marcia su Roma.
Lo so che quello che sto per dire e' contro corrente, ma sinceramente non tutte le persone sanno quello che vogliono, soprattutto quando la persona media non si informa nemmeno sul candidato e va a votare con il cuore invece che con la mente. Naturalmente sono contrario alla mancanza di libera' di scelta in ogni modo, sopratutto se si parla di scegliere un leader o una legislazione. Il fatto e' che (adesso generalizzo) alcune legislazioni sono basate su vecchie usanze ormai tenute in vita sotto macchinari. Invece di valture il caso basandosi su fatti scentificamente approvati e alla morale vera (non usanze), si cade sul banale "e' sempre stato cosi' e quindi non vedo perche dovremmo cambiare cio'". Vorrei che ogni cosa venga valutata scrupolosamente. Questo non solo eviterebbe ingustizie, ma aiuterebbe la popolazione generale. Adesso sto un po' esagerando, ma vedo che molti governi fanno lo stesso errore, ovvero fare decisioni frettolose senza calcolare cosa potrebbe andare storto. Un esempio lampante e' stato il piu' recente aumento di immigrati dalle zone medio-orientali che e' stato affrontato in un modo pessimo dall' EU.

Sinceramente condivido il pensiero tecnocrata solo fino ad un certo punto. Adoro il fatto che la scenza, la conoscenza e la corsa alle nuove tecnologie venga visto come obbietivo primario e amo il fatto che ogni scelta politca venga scrupolosamente affrontanta sotto un occhio scentifico. Ma sinceramente penso che questo modo di pensare ci portera' a diventare un mondo piu' materialista, senza contare che l'opinione pubblica venga presa un po' meno in considerazione.

In colcusione direi che non sarebbe male, naturalmente bisognerebbe cambiare certi punti.

Beh, non possiamo sapere se mai funzionera' dato che non e' mai stata adoperata da nessuno stato e non penso che verra' mai fatto.
 
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Lo so che quello che sto per dire e' contro corrente, ma sinceramente non tutte le persone sanno quello che vogliono, soprattutto quando la persona media non si informa nemmeno sul candidato e va a votare con il cuore invece che con la mente. Naturalmente sono contrario alla mancanza di libera' di scelta in ogni modo, sopratutto se si parla di scegliere un leader o una legislazione. Il fatto e' che (adesso generalizzo) alcune legislazioni sono basate su vecchie usanze ormai tenute in vita sotto macchinari. Invece di valture il caso basandosi su fatti scentificamente approvati e alla morale vera (non usanze), si cade sul banale "e' sempre stato cosi' e quindi non vedo perche dovremmo cambiare cio'". Vorrei che ogni cosa venga valutata scrupolosamente. Questo non solo eviterebbe ingustizie, ma aiuterebbe la popolazione generale. Adesso sto un po' esagerando, ma vedo che molti governi fanno lo stesso errore, ovvero fare decisioni frettolose senza calcolare cosa potrebbe andare storto. Un esempio lampante e' stato il piu' recente aumento di immigrati dalle zone medio-orientali che e' stato affrontato in un modo pessimo dall' EU.

Sinceramente condivido il pensiero tecnocrata solo fino ad un certo punto. Adoro il fatto che la scenza, la conoscenza e la corsa alle nuove tecnologie venga visto come obbietivo primario e amo il fatto che ogni scelta politca venga scrupolosamente affrontanta sotto un occhio scentifico. Ma sinceramente penso che questo modo di pensare ci potera' a diventare un mondo piu' materialista, senza contare che l'opinione pubblica venga presa un po' meno in considerazione.

In colcusione direi che non sarebbe male, naturalmente bisognerebbe cambiare certi punti.

Beh, non possiamo sapere se mai funzionera' dato che non e' mai stata adoperata da nessuno stato e non penso che verra' mai fatto.
Allora, io sono d'accordo con te su questo punto: l'italiano medio (o comunque il "cittadino" medio di qualunque paese), che come dici tu, manco meriterebbe di votare per come prende questa responsabilità.
Difatti, io mi domando sempre: ma tanti miei coetanei (e sono comunque giovane), che sono dei caproni, non si informano e votano con il "lato b", ma meritano di votare?
Oppure i 50enni che passano tutto il tempo su Facebook a condividere la loro "indinniazione" e sono dei mezzi analfabeti (non esigo che tutti siano Dante o Petrarca, nemmeno il sottoscritto lo è, anzi :asd:, ma almeno sapere quando mettere la lettera "h" davanti ad una vocale...).
Di esempi di persone che, per me, non meritano di votare, ce ne sono fin troppi....

Quindi secondo me non sei nemmeno troppo controcorrente, non lo meritano, ma è una cosa complessa, perché anche la loro visione da un punto di vista più "basso" è diversa dalla mia e da quella di qualsiasi altra persona, quindi anche il loro voto vale perché "purtroppo" la terra è anche loro.

Piccolo OT:
Sul discorso del meritare o meno.... Se noti, in politica ci sono tanti "urlatori": sono quelli che conquistano la massa popolare degli "ignoranti" che si lasciano convincere da persone non del tutto acculturate, promesse infattibili, che incitano all'odio, facendo leva su problemi sociali e non trovando mai una soluzione al problema, MA TROVANDO IL CAPRO ESPIATORIO al problema (cosa che fece anche un certo tizio, non so se lo conoscente... ha sterminato solo qualche milione di ebrei) .
Mentre persone propositive, intelligenti, riflessive, che esprimono la propria opinione rispettando quella altrui, che propongono soluzioni ai problemi.... Sono ormai cosa difficile da trovare.

Appuntando una cosa sulla tecnocrazia: secondo me rischierebbe di trasformarsi in un governo "estremizzato", in cui prevale solo la parte scientifica, senza dare spazio ad altri aspetti.
Dipende sempre da chi va a governare, ma secondo me, un governo del genere, finirebbe in questo modo.
 
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Lo so che quello che sto per dire e' contro corrente, ma sinceramente non tutte le persone sanno quello che vogliono, soprattutto quando la persona media non si informa nemmeno sul candidato e va a votare con il cuore invece che con la mente. Naturalmente sono contrario alla mancanza di libera' di scelta in ogni modo, sopratutto se si parla di scegliere un leader o una legislazione. Il fatto e' che (adesso generalizzo) alcune legislazioni sono basate su vecchie usanze ormai tenute in vita sotto macchinari. Invece di valture il caso basandosi su fatti scentificamente approvati e alla morale vera (non usanze), si cade sul banale "e' sempre stato cosi' e quindi non vedo perche dovremmo cambiare cio'". Vorrei che ogni cosa venga valutata scrupolosamente. Questo non solo eviterebbe ingustizie, ma aiuterebbe la popolazione generale. Adesso sto un po' esagerando, ma vedo che molti governi fanno lo stesso errore, ovvero fare decisioni frettolose senza calcolare cosa potrebbe andare storto. Un esempio lampante e' stato il piu' recente aumento di immigrati dalle zone medio-orientali che e' stato affrontato in un modo pessimo dall' EU.

Sinceramente condivido il pensiero tecnocrata solo fino ad un certo punto. Adoro il fatto che la scenza, la conoscenza e la corsa alle nuove tecnologie venga visto come obbietivo primario e amo il fatto che ogni scelta politca venga scrupolosamente affrontanta sotto un occhio scentifico. Ma sinceramente penso che questo modo di pensare ci portera' a diventare un mondo piu' materialista, senza contare che l'opinione pubblica venga presa un po' meno in considerazione.

In colcusione direi che non sarebbe male, naturalmente bisognerebbe cambiare certi punti.

Beh, non possiamo sapere se mai funzionera' dato che non e' mai stata adoperata da nessuno stato e non penso che verra' mai fatto.
L'ignoranza o il disinteresse della cittadinanza sono certamente un problema; problema magari anche incentivato da chi -facendo politica- ha ovviamente tutto l'interesse a vincere con una partecipazione bassa di votanti fedelissimi (alle ultime politiche ha votato il 75% delle persone), e nessun interesse a perdere con una partecipazione alta (100% dei votanti, nessun astensionismo).

La tua soluzione sarebbe che siccome la gente vota "con poca consapevolezza", allora eliminiamo il problema alla radice e non si vota piu', o puoi votare solo chi dico io.
Questo e' quanto ha fatto il fascismo quando ha preso il potere e ha messo fuorilegge gli altri partiti.
Le figure tecniche di supporto al politico esistono, e' sua responsabilita' sceglierli e ascoltarli o nominare il cugino del cugino che gli suggerira' boiate o inciuci. Ma e' e resta sua responsabilita', se tu da cittadino informato ritieni che il politico abbia agito contro i tuoi interessi, voti qualcun altro o ti candidi tu stesso.

Se non ti rendi conto che tu invece stai letteralmente inneggiando ad una dittatura non ha senso continuare a parlare.


E comunque si scrive "scienza", con la "i".
 
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L'ignoranza o il disinteresse della cittadinanza sono certamente un problema; problema magari anche incentivato da chi -facendo politica- ha ovviamente tutto l'interesse a vincere con una partecipazione bassa di votanti fedelissimi (alle ultime politiche ha votato il 75% delle persone), e nessun interesse a perdere con una partecipazione alta (100% dei votanti, nessun astensionismo).

La tua soluzione sarebbe che siccome la gente vota "con poca consapevolezza", allora eliminiamo il problema alla radice e non si vota piu', o puoi votare solo chi dico io.
Questo e' quanto ha fatto il fascismo quando ha preso il potere e ha messo fuorilegge gli altri partiti.
Le figure tecniche di supporto al politico esistono, e' sua responsabilita' sceglierli e ascoltarli o nominare il cugino del cugino che gli suggerira' boiate o inciuci. Ma e' e resta sua responsabilita', se tu da cittadino informato ritieni che il politico abbia agito contro i tuoi interessi, voti qualcun altro o ti candidi tu stesso.

Se non ti rendi conto che tu invece stai letteralmente inneggiando ad una dittatura non ha senso continuare a parlare.


E comunque si scrive "scienza", con la "i".

Come ho gia riportato sopra, non intendo in nessuno modo avere un governo che selezioni i propri politici senza consenso del popolo. Ho pure criticato questo aspetto definendolo negativo. Nella mia risposta ribadisco due volte che il voto dovrebbe rimanere la vera e unica potenza quando si parla di elezioni, ect. Ho solo specificato il fatto che molte persone non pensano logicamente quando vanno a mettere la fatidica X.

rispondendo a "Le figure tecniche di supporto al politico esistono...' " vorrei riaprire il fatto che certe scelte sociopolitiche vengono fatte senza consenso civile solo per apparire come il "good guy" oppure perche' non sono state prese abbastanza seriamente da impiegare risorse verso la predizione di risultati futuri. Un esempio lampante e' la svezia che senza problemi accolse molti rifugiati per poi pentirsene uscendosene con "non siamo preparati per questa situazione". Oppure il fatto che l'unione europea prenda decisioni senza confidarsi con i membri dell'unione e poi multare tutti i paesi che non si adeguano alle loro regole, specialmente la polonia e i baltici. Certamente questo non e' un comportamento democratico e spero sia cambiato al piu' presto.

Quello che vorrei implementare della tecnocrazia sono solo i suoi valori verso la scienza e sul fatto che ogni singola scelta politica venga rivista e rivisita finche' non sie e' sicuri che sudetta sia veramente attendibile, sia a livello morale che livello economico. E' molto chiaro che non voglia una dittatura ed e' ancora piu' chiaro che i ministri non dovrebbero essere pescati da un elite di persone scelte da un governo dittatoriale. Spero di essermi espresso meglio adesso.
 
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Fea

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Allora non puoi continuare a chiamarla "tecnocrazia"; e i valori o i principi a cui fai riferimento non sono affatto esclusivi di una ipotetica tecnocrazia.

E in ogni caso, resta il fatto che "e' un diritto della gente votare a cappella"; in un mondo ideale, lo stato ha tutto l'interesse di formare e istruire i suoi cittadini affinche' votino consapevolmente e -nel lungo periodo- preservino e rafforzino la continuazione dello stato stesso.
Nel mondo reale, impoverire e degradare la cultura e l'istruzione delle masse e' un ottima strategia per portare quelle masse dalla tua parte (programma P2).

Non volermene, ma quello che chiedi tu e' il mondo di l'utopia in cui gli egoismi personali non esistono piu'... ma in un mondo tale, qualunque forma di governo funzionerebbe, anche l'anarchia.
 

paperodigomma

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Elsa Maria Fornero è un'economista, accademica e politica italiana. Ha ricoperto la carica di Ministro del lavoro e delle politiche sociali, con delega alle pari opportunità, nel governo Monti, dal 16 novembre. Più tecnico di questa qui......e guardate i risultati......
Per fare politica non serve arrivismo e fame di potere ma passione e noi in Italia di passione abbiamo solo quella per il calcio......basta pensare che il "Politico" è un "dipendente" dello Stato quindi del Popolo, quando mai in una qualsiasi azienda è il dipendente che decide quando e di quanto aumentarsi lo stipendio?
in conclusione basterebbe gente onesta e appasionata................
 
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È difficile parlare di tecnocrazia e poi ritenere che filosofi, sociologi, psicologi, docenti e altri siano dei tecnici. Il tecnico è il geometra, che ti disegnerà a richiesta un cerchio di qualsiasi diametro senza se e senza ma. Un governo tecnocratico non sarebbe auspicabile, perchè opererebbe senza nessuna responsabilità personale. Per estensione, non essendo un governo responsabile, verrebbero meno tutte le forme di compartecipazione sociale, come gli scioperi e l'iniziativa privata. Anche un governo senza tecnicisti non sarebbe auspicabile, perchè cercherebbe la propria legittimazione ricorrendo ad altri metodi, come il populismo. Ed anche in questo caso ci ritroveremmo con un governo senza responsabilità.
C'è un po' di confusione nel discorso, si parla di tecnocrati, ovvero ingegneri, sociologi e altri, e poi si parla di governo tecnocratico e di sviluppo scientifico. Certamente, lo sviluppo scientifico ha accompagnato l'evoluzione del genere umano. Se i primi ominidi non avessero acquisito nessuna tecnologia, ora non staremmo qui a discuterne. La tecnologia sicuramente ha traghettato l'uomo verso la civiltà, e di sicuro i primi governanti non erano tecnocrati, almeno fino a quando sono comparsi i primi stregoni. Questi erano dei tecnocrati, e cercavano di risolvere tutti i problemi ricorrendo solo alle loro conoscenze, e non avevano responsabilità. I tecnocrati sono appunto degli stregoni che come i medici del medioevo emettono versi in una lingua incomprensibile al solo scopo di esimersi da qualsiasi responsabilità.

Però, quale sarebbe il nesso tra tecnocrazia e valori religiosi?
 
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il pensiero tecnocratico e' stato reso "popolare" (almeno negli stati uniti) da professori e studenti dell' MIT, molti dei quali atei o agnostici.
 

Andretti60

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il pensiero tecnocratico e' stato reso "popolare" (almeno negli stati uniti) da professori e studenti dell' MIT, molti dei quali atei o agnostici.
Non so dove tu abbia letto questo. L'idea di un governo tecnocratico era popolare negli USA negli anni trenta, poi si spense. Nessuno dei suoi promulgatori, almeno i più famosi, erano del MIT, erano per lo più sociologhe e legali. Tra l'altro l'idea della tecnocrazia è prettamente socialista, infatti è il modello russo.

Che molti studenti del MIT siano atei o agnostici è vero, ma il cristianesimo rimane ancora la religione più rappresentata. Guarda caso proprio recentemente ho letto un servizio fatto da una rivista del campus dove fecero agli studenti domande a riguardo le loro convinzioni etiche rispetto alla loro religione. Riporto la pagina dove mostra la distribuzione delle affiliazioni e la percentuale degli studenti che crede in qualche forma divina.

La rivista in formato PDF è scaricabile qui:
IMG_2293.PNG

http://tech.mit.edu/V132/PDF/V132-N25.pdf
 
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