Bowers&Wilkins PX Wireless

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Corsair Graphite 760T Arctic White
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Bowers&Wilkins PX Wireless

PX-Gold.jpg

Benvenuti in questa nuova recensione, come sempre il mio ringraziamento va a voi lettori e oggi anche ad Andrea Ferrario, caporedattore di Tom’s Hardware Italia, per l’esemplare in prova.

Bowers&Wilkins è una azienda che non ha certo bisogno di presentazioni, la sua fama nei diffusori è già nota da tempo (con le serie 600, 700 e 800, ma anche con il modello di punta Nautilus), ma forse non tutti sanno che produce anche ottime cuffie. La recente PX nella loro lineup va a sostituire la P7, migliorandone alcune caratteristiche e modernizzandone un po’ il look, e, con un prezzo di listino di 399€, è la migliore cuffia Bluetooth prodotta dal marchio, posizionata subito sotto alla ammiraglia P9 cablata. È una cuffia disponibile in due colori, dorato - come l’esemplare in prova - e nero, ed è studiata per essere portatile, questo significa che pur non avendo la qualità audio di un sistema da casa, cerca di portare l’alta risoluzione anche in giro, garantendo al tempo stesso una elevata portabilità e compattezza.

PACKAGING E ACCESSORI

La cuffia viene presentata in una scatola bianca ad apertura verso l’alto, una volta aperta risaltano le cuffie esposte in una forma in plastica. Al di sotto sono presenti tutti gli accessori a corredo, quindi abbiamo un sacchetto di stoffa imbottita a chiusura magnetica utile come custodia da viaggio, un cavo USB to micro USB per il caricamento della cuffia, un cavo jack 3.5mm TRS e le istruzioni.



QUALITÁ COSTRUTTIVA

Decisamente e indubbiamente superiore a quella della Bose QC35, la cuffia è fatta interamente in alluminio per le parti principali (quindi archetto interno e una parte dei padiglioni, quella “esterna”) di eccellente qualità, pad e lato inferiore dell’archetto sono invece in pelle che risulta bella morbida e che soprattutto non scalda e dà fastidio come quelle sintetiche di pessima qualità, mentre il restante lato esterno dei padiglioni nonché la parte superiore dell’archetto sono in una gomma blu molto dura con una texture che ricorda lo sbocco reflex dei loro diffusori serie 600. Complessivamente ritengo sia una delle cuffie portatili meglio realizzate attualmente acquistabili, l’uso della plastica è veramente ridotto al minimo e si riduce ai soli tasti di controllo e ai due inserti che separano la pelle dell’archetto dal metallo della giunzione con i padiglioni (per capirci, la parte dove c’è scritto R ed L). Il design a mio parere è cambiato in meglio rispetto alla P7, i sostegni per i padiglioni sono stati ridotti ad uno solo ad S, ed è stato scelto di mantenere in vista il cavo di interconnessione tra i due driver che presenta una guaina in stoffa. Lo scorrimento per adattare l’archetto alla testa avviene senza scatti, è quindi fluido e procede senza intoppi lungo tutta la corsa. Anche il cavo jack di connessione risulta ben fatto, ha una sezione inferiore rispetto a quelli delle cuffie da casa di pari prezzo ma risulta comunque dimensionato correttamente per una cuffia portatile.



COMODITÁ

È una cuffia parecchio compatta, abbastanza comoda da portare in giro grazie ai padiglioni che hanno una inclinazione possibile di circa 170 gradi da parte a parte, rendendo così la cuffia piatta quando non viene usata. Avrei preferito ci fosse stata la possibilità di ripiegarli verso l’archetto, cosa che non è possibile e che ne avrebbe ridotto ulteriormente il volume occupato. In testa, tenendo sempre a mente che parliamo di cuffie portatili dove le dimensioni dei pad sono ridotte al minimo, è comoda: l’orecchio entra completamente e senza fatica all’interno del padiglione, che si appoggia alla testa garantendo una buona tenuta. Anche qui, sarebbe stato meglio se i pad fossero stati più spessi, prendendo ad esempio come riferimento quelli della rivale Sony WH-1000XM2. La pressione sulla testa direi che è giusta, anche per i portatori di occhiali (salvo magari quelli che hanno astine molto sottili, mi vengono in mente quelle di Oakley, dopo un’ora iniziano a sentirsi). I pulsanti si raggiungono facilmente e si azionano senza troppi problemi, una mia piccola critica qui è il verso di azionamento del pulsante a scorrimento che ne permette l’accensione: siccome viene utilizzato principalmente con il pollice, sarebbe stato molto meglio che si fosse attivato scorrendo avanti e non indietro, così facendo il movimento sarebbe risultato più naturale. Interessante l’utilizzo di sensori posti al centro del driver subito sopra di esso, che consentono di misurare la distanza con l’orecchio e di mettere in pausa il brano se rilevano che le cuffie sono state tolte dalla testa. Questa funzionalità è disattivabile e regolabile nella sensibilità su tre valori: alto, medio, basso, dalla applicazione del cellulare.




SUONO

Innanzi tutto vorrei prima parlare dei due possibili modi per far funzionare la cuffia: wireless e cablato. Bene io da appassionato di hi-fi qual sono ovviamente la prima cosa che ho fatto è stata prendere il cavo per provarle prima alla loro massima espressione, collegate alle mie elettroniche. Ci son rimasto non poco male inizialmente quando ho scoperto che l’amplificatore interno della cuffia NON è escludibile, pertanto se avrete la batteria scarica, potete pure dimenticarvi di farle funzionare via cavo, almeno finché non le avrete ricaricate nuovamente. La seconda cosa che mi ha dato da pensare è che con tutte le uscite cuffie delle mie elettroniche, si è sentito un forte rumore di fondo che copriva la musica in riproduzione, indipendentemente dalla posizione della manopola volume (faccio notare che la colpa non è dell’amplificatore da casa, si tratta del mio classico Teac UD-503 che ha doppio trasformatore toroidale dual mono, e che all’uscita ha una potenza residua di 6 nW, 6 nanowatt, 6 x 10^-9 watt. Praticamente nullo, provato ad ogni modo anche con il FiiO X3 MK III di cui avete letto la recensione recentemente e anche con quello si ottiene lo stesso risultato). La colpa a cosa è imputabile dunque? All’amplificatore interno sempre in funzione. Quell’ingresso jack che vedete infatti non va a ponte diretto sui driver, ma passando per l’amplificatore si trasforma da un ingresso di potenza ad uno di linea: una volta capito il trucco, basta collegare le cuffie non all’uscita cuffia ma alle uscite di linea dei vari dac: dotatomi quindi di un connettore jack to RCA, collegate le cuffie alle uscite sul retro del preamplificatore, il rumore è magicamente sparito, rumore che quindi era dovuto probabilmente a un clipping interno della cuffia a causa di una potenza che, seppur veramente bassa (la manopola del teac segnava -35dB, un livello che ho usato normalmente con le IEM), risultava comunque alta. Dunque perché gli ingegneri hanno scelto di mettere questi due grossi punti a sfavore in una cuffia che dovrebbe essere di fascia già medioalta? Semplice, perché il target di questa cuffia non è l’ascolto a casa, quanto la portabilità: quello che per me è un grande svantaggio, per colui che le usa collegate al cellulare si trasforma in un vantaggio, probabilmente dopo alcuni test si son resi conto di come il cavo collegato direttamente allo smartphone non garantiva una potenza sufficiente, si è reso quindi necessario il passaggio del segnale attraverso l’elettronica già montata a bordo, che consente anche tramite la connessione cablata, il controllo della riproduzione sollevando i padiglioni (ovviamente qui avrà solo una funzione di mute e non di pausa). Connesse al cellulare via cavo infatti, non si sono presentati i rumori che si verificavano con le altre elettroniche a più alta potenza.

La connessione wireless, basata su Bluetooth APTx HD è invece solida e veloce: una volta accese passano meno di due secondi all’agganciamento del segnale con il cellulare, dopo i quali si è già pronti ad utilizzarle. Se collegate al cellulare, suggerisco di utilizzarle in wireless: il dac interno delle cuffie risulta di una qualità migliore rispetto a quello integrato nello smartphone, almeno nel mio caso (Oneplus One, provato anche su Oneplus 3) e si sente un incremento di qualità generale, dal dettaglio al bilanciamento, sebbene non così netto. Da segnalare che connesse al FiiO X3 MK III, non è possibile tuttavia mandare in streaming tracce FLAC (a maggior ragione DSD): le uniche accettate a quanto pare sono solo le MP3 320kbps massimo, mentre al cellulare vengono accettati anche i FLAC 88kHz 24 bit (con AIMP come app streamer). Interessante l’upsampling che effettua su qualsiasi stream digitale in ingresso: qualsiasi traccia viene portata a 768kHz, a detta di B&W ciò consente di migliorare il livello di dettaglio ma probabilmente riduce anche il volume occupato dal filtro passa basso, permettendone l’impiego di uno meno restrittivo.

Una volta superata l’impressione iniziale via cavo, devo dire che non suonano affatto male: il timbro è abbastanza neutrale tendente leggermente sul caldo, e ogni frequenza sembra essere al suo posto, tranne gli alti, dove si verifica una leggerissima flessione verso il basso intorno ai 15kHz che contribuisce a renderli leggermente artificiosi e a creare il bilanciamento tonale caldo per il quale B&W è conosciuta. Complessivamente considerando il prezzo è una performance che mi aspetto di trovare: una cuffia home ovviamente renderà ancora meglio ma sempre facendo riferimento al settore portatile, non mi vengono in mente altre cuffie che possano suonare meglio e che siano anche wireless, la PX sul fronte acustico è a mio parere più avanti delle QC35 e delle Sony.

Bassi: Direi presenti in giusta quantità, al massimo si discostano di 1dB in più dalla neutralità, sono decisamente molto più veloci di quelli delle QC35 anche se non hanno lo stesso impatto (le bose sono più bass-tuned diciamo). Sono precisi e puliti.

Medi: le voci sia femminili che maschili risaltano in maniera ottima, sono ben dettagliati e rendono estremamente bene in tracce registrate molto bene come “Say it first” di Sam Smith, dove mostrano tutta la loro qualità. Direi che sono coerenti e neutri, sono la gamma che a mio parere rende meglio questa cuffia e sono qualitativamente superiori a quelli di qualsiasi altra cuffia wireless sul mercato attualmente.

Alti: come dicevo in precedenza, c’è una leggera artificiosità nella gamma alta-ultra alta che rende il suono meno naturale, talvolta danno l’impressione che manchino un poco d’aria, specie quando entrano in gioco grandi orchestre. Sono tuttavia di buon livello, nella media rispetto alle altre concorrenti wireless.

Dettaglio: considerando le altre concorrenti portatili direi sopra la media, in particolare per quanto riguarda la definizione della gamma media. Anche chi non è audiofilo potrebbe diventarlo dopo averle provate, vista la pulizia generale del suono di certo assente in cuffie di più bassa fascia.

Imaging/soundstage: per quanto i driver angolati derivanti dalla P9 si sforzino di fare, il soundstage rimane comunque leggermente tendente all’intimo, probabilmente ostacolato anche dal design chiuso che non certo contribuisce ad espandere il suono. Il risultato è una buona performance in generi come rock e pop, ma rimangono tuttavia qualche passo indietro su generi più orchestrali come la musica strumentale e classica, dove grandi orchestre non riescono ad esprimersi al loro meglio suonando invece più chiuse. L’imaging è altrettanto nella media, senza problemi fintantoché gli strumenti sono pochi, leggermente più confuso invece quando il numero di strumenti cresce.

ISOLAMENTO E ACTIVE NOISE CANCELLING

L’isolamento passivo, è, a mio parere, buono. Parliamo di una cuffia chiusa quindi è naturale aspettarsi un certo abbattimento del rumore di fondo, ed è quello che succede qui: i pad in pelle e il design contribuiscono a tenere fuori per quanto possibile i rumori, raggiungendo un buon livello, in pari con quello della QC35. Da notare che invece la musica filtra quasi fin troppo all’esterno, rendendole praticamente inutilizzabili in ambienti dove è richiesto silenzio (biblioteche, ad esempio). L’ANC è invece la nota dolente di questa cuffia, la QC35 è anni luce avanti per quanto riguarda la cancellazione del rumore, e le PX si limitano a una blanda eliminazione dei rumori di fondo costanti, non per niente il suggerimento dell’azienda è quello di utilizzarle per bloccare il rumore dei motori di un aereo o il rumore di fondo della città. È disponibile su tre livelli, dal più basso al più alto troviamo ufficio – città – aereo, tutti e tre personalizzabili tramite l’applicazione per il cellulare. È possibile anche impostare un pass-through vocale utile nel caso in cui vogliate parlare con qualcuno senza dovervi togliere le cuffie, in tal caso vi ritroverete in cuffia la sua voce e l’effetto non è per nulla fastidioso ma suona molto naturalmente. Questa è una soluzione che abbiamo già visto su altre cuffie come le Sennheiser PXC550. Da notare comunque il fatto che il suono non venga eccessivamente danneggiato dall’ANC, non vi sono sibili, fischi o alterazioni tonali rilevanti.

MICROFONO E CHIAMATE

Visto che c’è il microfono integrato, utilizzabile solo via bluetooth (niente cavo quindi), ho ritenuto opportuno vedere anche come si comportano in chiamata: non ho rilevato alcun problema degno di nota, e la qualitá è del tutto simile a quella del cellulare come percezione, quindi nessun eco o suoni gracchianti. L’interlocutore non è stato in grado di distinguere una chiamata effettuata parlando al cellulare da una fatta utilizzando la cuffia.

BATTERIA E DURATA

La durata della batteria é indicativamente in linea con le concorrenti nella stessa fascia di prezzo: nei miei test sono stato in grado di utilizzarle per circa 20 ore connesse via Bluetooth e con ANC attivo, che é piú o meno anche la durata delle Bose QC35. A differenza delle QC25 peró, che funzionano tramite batterie di tipo AA, qui la batteria non é sostituibile ma solo ricaricabile tramite cavo USB. All'interno abbiamo infatti una batteria LiPo da 850mAh che connessa tramite un caricatore per cellulare in grado di erogare 0.5A 5V, la ricarica completamente in circa un'ora. La ottima durata ne permette quindi un utilizzo continuativo anche in caso di voli molto lunghi, isolando efficacemente dai rumori dell'aereo.
La carica residua é controllabile direttamente dall'applicazione, dove é possibile gestire anche i profili ANC e aggiornare il firmware delle cuffie tramite bluetooth, carica che é possibile estendere ulteriormente disattivando la cancellazione rumore oppure utilizzandole cablate.

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CONCLUSIONI

Per 399€ come avevo giá accennato in precedenza, non c’è alcuna cuffia wireless in grado di fare meglio sul versante sonoro, e, sebbene il noise cancelling sia da migliorare, risulta comunque una cuffia eccellente da collegare al cellulare e portarsi in giro, poco ingombrante, ben costruita e di grande qualitá. I seguenti punteggi come al solito sono da intendere sia in rapporto al prezzo, che in rapporto al target specifico a cui è indirizzata questa cuffia.

  • Qualitá costruttiva/accessori: 9
  • Suono: 9
  • Active noise cancelling: 6
  • Comoditá: 7.5
 
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Massimo 2967

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La prima volta che ho visto quella foto ero pronto a scommettere che avevi fotografato una tazza di cappuccino dall'alto.
È per di più fatto anche male perché sembrava leggermente scolato di fuori da un lato.
Forse era perché essendo mattino dovevo fare ancora colazione. :asd:
Comunque bella recensione.
 
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La prima volta che ho visto quella foto ero pronto a scommettere che avevi fotografato una tazza di cappuccino dall'alto.
È per di più fatto anche male perché sembrava leggermente scolato di fuori da un lato.
Forse era perché essendo mattino dovevo fare ancora colazione. :asd:
Comunque bella recensione.
:lol::lol::lol:
ti ringrazio :asd:
 

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