Ascoli - Livorno 0-2
Reti: 24' Danilevicius (L), 63' Filippini (L)
ASCOLI (4-4-2): Pagliuca 6; Nastase 5.5, Pecorari 5.5, Cudini 5.5, Lukovic 6; Giampà 5 (1'st Skela 5), Boudianski 4.5, Zanetti 5, Fini 5 (23'st Job 5); Delvecchio 5, Bjelanovic 5 (23'st Paolucci sv). A disp: Eleftheropoulos, Pesce, Pecchia, Galloppa. All.Tesser 4.5
LIVORNO (3-5-2): Amelia sv; Grandoni 6, Kuffour 6.5, Galante 6; Pfertzel 6, Filippini 7.5, Passoni 7, Morrone 6.5, Pasquale 6; Bakayoko 6.5 (27'st Balleri 6), Danilevicius 6.5 (33'st Lucarelli sv). A disp: Manitta, Argilli, Knezevic, Vidigal. All.Arrigoni 7
ARBITRO: Brighi di Cesena 5.5
AMMONIITI: Lukovic (A), Delvecchio (A), Job (A) per comportamento non regolamentare, Zanetti (A), Danilevicius (L), Filippini (L), Boudianski (A) per gioco falloso
ESPULSI: Pasquale (L) per doppia ammonizione al 70'
NOTE: spettatori 8 mila circa, recupero 0'+3'
ASCOLI PICENO - Ascoli si conferma terreno favorevole al Livorno, il 2-0 ottenuto dai labronici in trasferta si commenta con due sole risposte. Quanti tiri in porta ha fatto l'Ascoli? Nessuno. Quanti ne ha fatti il Livorno? Due. Bastano e avanzano per eleggere Arrigoni e i suoi ragazzi tra le regine della prima parte di questo campionato. Il cinismo e la possibilità del Livorno di buttare nella metà campo avversaria tutti i suoi elementi erano le armi temute da Tesser.
E il tecnico bianconero ha visto giusto, perchè nel primo tempo è proprio un'occasione creata da un numero di Bakayoko e rifinita dall'inesauribile Filippini a regalare il gol del vantaggio ai labronici. Il colored si libera a sinistra con un tacchetto, l'ex Brescia martella buttando un morbido filtrante tra le linee e il resto lo fa la difesa bianconera che vede sfaldare la posizione ordinata, consentendo a Danilevicius di depositare in fondo al sacco ancora un pesante gol esterno (il terzo). Il resto del primo tempo presenta l'Ascoli molto meno ordinato rispetto al solito, con un Delvecchio ingenuo nel rimediare il secondo 'giallo' stagionale per fallo di mano, un Boudianski che soffre i tre guastatori interni schierati da Arrigoni (oltre a Filippini sono Morrone e Passoni a macinare chilometri su e giù per il campo) ed un rientrante Lukovic che, almeno nella prima frazione, prova a scrivere uno spartito diverso da quello canonico e sbiadito. Di occasioni, oltre a quella del gol , se ne vedono poche: al 13' Delvecchio trova un gran gol al volo ma è in offside, al 28' Fini non arriva su una spizzata dello stesso ex Roma, e due minuti dopo è sempre il sardo a farsi contrastare al momento di battere a rete dopo un buon servizio dello stesso "SuperMarco". Per il Livorno, oltre al gol, l'unico squillo è di Passoni su punizione dal limite. Poco? Ad Arrigoni, giustamente, basta così.
Tesser parte nella ripresa con Skela al posto di Giampà passando al 4-3-1-2 e per un pelo al 48' Cudini non mette fuori causa Pagliuca buttandosi in scivolata per anticipare Danilevicius: palla alta e bianconeri salvi. Di certezza, al Del Duca, ce n'è solo una: per vedere calcio spettacolo è il caso di dirigersi altrove. Troppi i palloni buttati in avanti con il mirino sbagliato da parte dei marchigiani, così il match ristagna sul palleggio livornese che, per forza di cose, ha un solo scopo. Far passare minuti e provare ad assestare il colpo del ko. Ci sarebbe anche da aprire una parentesi sull'arbitraggio di Brighi, fischietto che dispensa gialli per normali falli di gioco (sei nel solo primo tempo) spezzettando una partita che non ne vuole sapere di decollare. Succede quindi che Filippini, in assoluto il migliore in campo, decida di firmare la sua gran prova con un destro al volo che Pagliuca non può far altro che guardare infilarsi in rete. Veramente un gol da cartolina. Ascoli 0 Livorno 2, partita in naftalina e almeno un motivo per ricordare a livello calcistico la contesa. Che gol. E che contestazione dalla curva bianconera che se la prende (come preventivabile e, probabilmente, legittimo) con la società di Benigni indicando il campo, urlando al patron "Guarda che rovina" e invitando comunque lo stadio a sostenere la squadra in campo.
Ci prova allora Pasquale ad aiutare l'Ascoli, facencosi cacciare al 70' per una reazione ai danni del nuovo entrato Job. Arrigoni toglie quindi Bakayoko e, inserendo Balleri, lascia solo soletto davanti il lituano Danilevicius. Tesser risponde con un 4-2-3-1 che produce il primo vero tentativo verso la porta firmato dal giovane Paolucci. Alto. E' dagli spalti che arrivano le note dell'ultima parte di match: il silenzio del Del Duca, assordante per quanto importante da segnalare, è il messaggio lanciato dalla gente picena nei confronti di questo Ascoli. Una squadra che ha perso contro un Livorno in veste 'provinciale' che fa tutto quello che una piccola di A dovrebbe fare per guadagnarsi la pagnotta. Ossia quello che l'Ascoli visto oggi, non può fare. Il perchè è semplice: l'undici sceso in campo oggi, contro l'Atalanta e per qualche parte del match contro la Sampdoria, non è una squadra che può giocare tra i campioni della massima serie. E complimenti al Livorno, perchè dà il via (incrementando l'imbattibilità di Amelia a 300 minuti) al tour de force italo-europeo con la seconda vittoria esterna consecutiva. Vi pare poco?
fonte: Perticari D. (Corriere Adriatico)